Ella partorirà un figlio, e tu gli porrai nome Gesù, perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati».L'inizio del Nuovo Testamento è caratterizzato da una genealogia unica e curiosa. Colui che disse: "Prima che Abraamo fosse nato, IO SONO" (Giov. 8:58), è chiamato "figlio di Davide, figlio di Abramo" (v.1).
Matteo 1:21
Nella sua genealogia troviamo una donna che si spacciò per prostituta coricandosi con il suocero (Tamar), una prostituta di fatto (Raab), una straniera (Rut la moabita) ed un'adultera (la moglie di Uria, Betsabea). E di fatto, inclusa Maria, queste donne furono citate in una genealogia quando il sistema patriarcale non includeva le donne nelle loro genealogie. E per non parlare degli errori e degli insuccessi riportati nelle Scritture di molti degli uomini citati. La nascita del Messia è stato un vero punto di riferimento, non solo nel senso di adempiere la promessa in quella stalla di Betlemme, ma anche nel modo in cui questo adempimento avvenne nel corso della storia di Israele. Dio ha agito usando i mezzi e le persone più improbabili che, se analizzati dagli standard ebraici del tempo, non potevano mai essere parte di tale onore.
Da questa prima impressione, notiamo che la nostra percezione dei propositi divini è limitata e condizionata. Limitata perché non siamo in grado di sondare pensieri che sono molto più grandi dei nostri (Is 55:9), e condizionata, perché la nostra natura giudica secondo ciò che vediamo (1 Sa 16:7). Tuttavia, grazie a Dio, i suoi piani non includono la nostra opinione o aiuto. Ed è così che il Salvatore del mondo è nato su questa terra annerita dal peccato. Lui, anche senza peccato, scelse di nascere ed avere nella sua discendenza una generazione di peccatori, più precisamente quarantadue, partendo da Abramo (v.17). Quello, generato "dallo Spirito Santo" nel seno di Maria (v.18), doveva essere nascosto ad un popolo zelante per le opere, ma ignorante nella misericordia. L a scelta dei suoi genitori terreni è stata parte del piano di redenzione di un Dio-bambino che è stato educato nella semplicità di una casa povera ma di sani principi e nell'umiltà di una città disprezzata. Su ogni essere umano c'è l'impronta di un Dio che ha lasciato il suo trono per venire su questa terra per essere uno di noi. Lasciando la sua gloria per nascere in un modo umiliante, con una genealogia di peccatori, per salvare l'umanità che non meritava. Il Vangelo di Matteo inizia dandoci un piano di salvezza dove tutti sono compresi. Assassini, ladri, prostitute, adulteri, bugiardi, tutti i peccatori, compreso te e me, sono chiamati, come il ladrone sulla croce (Lc 23:42), a credere in Colui che ha "l'autorità di perdonare i peccati" (Mc 2-10). Non importa quanti peccati abbiamo commesso, ciò che importa per Gesù è che accettiamo il Suo comando amorevole: "Va e non peccare più" (Giov 8:11).
Lo studio della vita di Gesù deve essere il nostro stile di vita. E che in ogni adempimento profetico (v.22) siamo in grado di vedere l'amore di un Dio che, anche "se siamo infedeli, Egli rimane fedele" (2 Tim 2:13).
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