Poi, la mattina, mentre era ancora notte, Gesù si alzò, uscì e se ne andò in un luogo deserto; e là pregava.Stiamo iniziando il secondo libro sulla vita di Cristo e sui suoi insegnamenti. Nuovi dettagli e una nuova prospettiva appariranno davanti ai nostri occhi. A differenza dell'inizio del vangelo di Matteo che racconta la nascita di Gesù, Marco va dritto all'inaugurazione del suo ministero terreno. Il battesimo, la tentazione e la vocazione dei discepoli sono seguiti dalla sua prima predicazione e dalle sue manifestazioni di guarigione. Marco sottolinea il ruolo di Gesù come "il Figlio di Dio" (v. 1).
Marco 1:35
Ma ancor prima di iniziare il suo resoconto su Cristo, sottolinea il compimento profetico della persona di Giovanni il Battista. Giovanni fu scelto da Dio per una missione speciale. La sua missione consisteva nel preparare i cuori per ricevere il Messia promesso. Nella predicazione del "battesimo di ravvedimento per il perdono dei peccati" (v. 4), Giovanni non si preoccupava di gradire le persone ma di condurle alla salvezza. Adepto di uno stile di vita un po insolita e particolare (v. 6), Giovanni ha attirato le folle nel deserto non a causa di questo e non per dire belle parole, ma per dire la verità con l'autorità di chi l’ha vissuta.
La teologia fasulla che si è diffusa ai giorni nostri predica che il cristiano non ha bisogno di essere diverso dal mondo; che possiamo mescolarci alle folle con i loro costumi e le loro pratiche e camminare ancora con Dio. Credo che lo studio dell'Antico Testamento ci abbia fornito prove sufficienti del fatto che non è proprio così. Noè, Abramo, Elia, Daniele, tra gli altri testimoniano che il vivere in modo divino richiede fede, devozione e rinuncia. È stato facile per Giovanni vivere nel deserto? Certamente no. Quindi, perché insistiamo nel rimanere nella zona di benessere dove è facile essere cristiani confrontando la nostra fede con uomini e donne che hanno abbandonato la loro vita per amore di Dio e della Sua Parola?
Giovanni rese testimonianza a Gesù Cristo e Gesù stesso ci ha chiamato con lo stesso scopo: "Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità della terra" (At 1: 8). Come Giovanni Battista, siamo chiamati a mostrare al mondo la via che conduce a Cristo che "battezzerà con lo Spirito Santo" (v. 8). Il battesimo dello Spirito Santo, quindi, non è la manifestazione esteriore di lingue confuse o movimenti isterici, ma una benedizione concessa da Gesù a coloro che Lo cercano in spirito e in verità; che sono disposti a rinunciare a tutto per seguirLo (v. 18).
Il messaggio centrale della predicazione di Giovanni e Gesù rimane lo stesso: "Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete al vangelo" (v. 15). Pentimento significa un cambiamento di vita, l'abbandono di vecchie pratiche, la rinascita. Questo è il motivo per cui il battesimo è diventato il simbolo del ministero di Giovanni. E il segreto della vittoria non è nel cristianesimo mascherato da facilità e comodismo. Il segreto della vittoria risiede nel "deserto" (v. 35). Perché è nel deserto che viene provata la nostra fede. È nel deserto che sentiamo meglio la voce di Dio. È nel deserto che parliamo meglio con Dio.
Carissimo, al dire dei discepoli a Gesù: "Tutti ti cercano" (v. 37), la risposta di Gesù è stata che il Figlio di Dio che è venuto a fare la volontà del Padre suo, predicando, guarendo e liberando (v. 38). In un mondo in cui la maggioranza afferma di cercare Gesù, la sua risposta è questa: "Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli" (Mt 7: 21). La più grande dimostrazione d’amore che possiamo dichiarare ai nostri vicini non riguarda la permissività, ma l'impegno per la verità. Questa è stata la missione che Giovanni ha adempiuto, e deve essere anche la nostra.
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