13 apr 2018

Matteo cap. 15

Questo popolo si accosta a me con la bocca e mi onora con le labbra; ma il loro cuore è lontano da me.
Matteo 15:8
Hai mai fatto caso a quelle persone la cui attenzione è sempre focalizzata a criticare l'atteggiamento di altre persone? Gesù stesso costantemente era di fronte a queste brutte abitudini. Per mangiare senza lavarsi le mani più volte come "la tradizione degli antichi" (v. 2), i discepoli sono stati accusati di illecito. Gesù non ricambiò con la stessa moneta ma li avvisò di ciò che era la priorità!

Pur criticando il mangiare senza lavarsi le mani, trasgredivano il quinto comandamento della legge di Dio (Es 20:12). La pratica della tradizione chiamata "Corban" (una sorta di offerta speciale) è stata condannata da Gesù perché era posta al di sopra della parola di Dio (v .6). Molti di questi capi religiosi trascuravano la cura per i loro genitori anziani, dicendo: "Quello con cui potrei assisterti è dato in offerta a Dio" (v. 5). Ed è per questo che Gesù condannò questo comportamento ipocrita.

Sarà che il nostro cristianesimo è la pratica del puro Vangelo? O stiamo vivendo un vangelo dove ci sono differenze tra "santoni" e uomini comuni?, condannando tutti gli altri eretici come miserabili inferiori? Noi siamo portatori di verità eterna, e prima di tale responsabilità, il nostro più grande impegno e urgente necessità è la comunione con Dio. L'acquisizione di conoscenza della Parola senza Dio diventa ipocrisia. Ma cercare di conoscere Dio attraverso un rapporto quotidiano con Lui, le Scritture e attraverso una vita di preghiera, è la vita eterna (Giov 17:3).

La vicenda della donna cananea è la prova che Dio ha una chiesa invisibile sparsa nei quattro angoli della terra e che a tempo debito, come è stato con Noè e la sua famiglia, sentiranno la sua ultima chiamata. Le folle hanno sempre invocato: "Signore, aiutami!" (v. 25). Si noti che, mentre i discepoli chiesero a Gesù di non dare attenzione alla donna, Lui rimase in silenzio. E quando andò sul monte ed era lì seduto, la folla gli portava i malati lasciandoli ai suoi piedi (v.30). Questo dettaglio rivela ciò che Cristo si aspettava dai suoi discepoli e cosa si aspetta da ciascuno di noi oggi. Possiamo essere noi veicoli di Dio indirizzando la gente a Lui?

Non ti spezza il cuore pensare che migliaia di persone stanno soffrendo oggi senza sapere quale direzione prendere? Hanno fame di Dio, ma non sanno come soddisfare la loro fame. Gesù ci sta dicendo, in questo momento: "Io ho pietà" (v. 32). E che cosa facciamo? Diciamo, come i discepoli che erano testimoni oculari della prima moltiplicazione, non abbiamo modo di nutrire le moltitudini? (v. 33). O semplicemente confideremo che Gesù userà il poco che abbiamo per la gloria di Dio?

Abbiamo bisogno di avere una comunione quotidiana con Dio. Gesù cammina e si siede accanto a noi, ma non invaderà il territorio del nostro libero arbitrio. Quando ci rendiamo conto che come popolo dell'avvento il nostro primo servizio deve essere la resa di sé e la devozione quotidiana a Dio, allora lo Spirito Santo verrà versato con potenza e ci sarà dato "pane" sufficiente per sfamare il mondo.

La scelta è nostra, "ministero della critica" o ministero di Cristo?

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