Ed essi, alzati gli occhi, non videro alcuno se non Gesù tutto soloLa promessa che alcuni dei suoi discepoli non avrebbero visto la morte senza avere una visione di Cristo glorificata (Mt 16:28), la vediamo compiersi in questo capitolo. Pietro e i fratelli Giacomo e Giovanni hanno avuto la visione privilegiata di Gesù come Re dei re e Signore dei signori. Nel suo ministero pubblico, il cuore del Salvatore era pieno di compassione, ma anche terribilmente afflitto. Il Padre vide Suo Figlio in difficoltà e inviò due messaggeri che gli sarebbero stati di conforto. Dio avrebbe potuto mandare un angelo in quel momento, ma non avrebbe avuto l'impatto causato da Mosè ed Elia. Questi due uomini rappresentano le due classi salvate che Cristo presenterà all'Universo come trofei della Sua vittoria.
Matteo 17:8
Elia fu portato in cielo vivo (2 Re 2:11). Mosè morì e risorse (Giuda 1: 9) .Nella prima lettera di Paolo ai Tessalonicesi scrive la più bella e confortante promessa: "perché il Signore stesso, con un ordine, con voce d'arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell'aria; e così saremo sempre con il Signore" (1 Ts 4: 16-17). L'aspetto fisico di Elia e Mosè fu l'illustrazione di questa promessa, rafforzando Gesù nella sua missione di salvare l'umanità.
Allo stesso modo, di quando Cristo apre i cieli, e il Padre dichiara davanti all'Universo: "Questo è il mio Figlio diletto" (v. 5), i discepoli di Gesù che camminavano con Lui, si prostrarono davanti ad un evento così magnifico. Gesù disse loro: "Alzatevi, non temete" (v. 7) E loro, alzando gli occhi "non videro nessuno, se non Gesù" (v. 8). Questa deve essere la nostra più grande speranza. e il desiderio più ardente: vedere Gesù e non perderLo mai più di vista! Questo però deve essere da subito. Ecco il segreto della vittoria:"volgetevi a me e siate salvati!" (Is 45:22).
"E noi tutti, a viso scoperto, contemplando come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella sua stessa immagine, di gloria in gloria, secondo l'azione del Signore, che è lo Spirito" (2 Cor 3:18). Possiamo adempiere fedelmente la missione che c'è stata affidata, come Giovanni Battista, dichiarare al mondo la venuta di Cristo, non più bambino, ma Dio nella sua perfetta gloria. Il mondo geme di dolore, e il nemico sta usando tutti i mezzi perché sa di avere poco tempo (Ap 12:12). Non abbiamo bisogno di seguire le masse per vivere un vangelo che non ha nulla a che fare con l'esempio di Cristo. Abbiamo bisogno di un popolo che, come le settemila ginocchia e con Elia non si piegarono "davanti a Baal" (1 Re 19:18), rimane unito nella preghiera e nel digiuno (v. 21).
La notizia che ha causato grande sgomento ai discepoli (v. 23) oggi è la notizia che riempie i nostri cuori di speranza e gioia in un Salvatore che ha pagato il prezzo del nostro riscatto e che ha vinto la morte per me e per te. Non era obbligato a pagare una colpa che era nostra, ma, per amore, ha scelto di amarci fino alla morte. Che questo amore straordinario e irresistibile, sia la ragione della nostra vita, vivendolo in un modo naturale come il respirare.
Guarda a Cristo e vivrai sicuramente!
Nessun commento:
Posta un commento