22 apr 2018

Matteo cap. 25

Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti gli angeli, prenderà posto sul suo trono glorioso
Matteo 25:31
Solo nel cristianesimo ci sono circa quarantamila denominazioni diverse, e ognuna di esse afferma di conoscere la verità. Tutti usano la Bibbia come fonte di ispirazione, ma non tutti hanno le stesse dottrine e idee. Come sappiamo, quindi, qual è la verità? La risposta è nella stessa Bibbia che tutti sostengono di conoscere. Gesù disse che Egli è la verità (Giov 14: 6). E Lui stesso affermò anche che la Parola di Dio è la verità (Giov 17: 3) di cui Egli rende testimonianza (Giov 5:39). Pertanto, c'è solo una via e una verità che conduce alla vita eterna ed è l'opera dello Spirito Santo che ci conduce "in ogni verità" (Giov 16:13).

Contrariamente a quanto accade oggi con questa diversità di religioni, Gesù ha chiarito, attraverso queste parabole, che, nel giorno della sua seconda venuta ci saranno solo due gruppi di persone, che possono essere rappresentati come segue: le vergini stolte le vergini avvedute; i servi fedeli e i servi malvagi; le pecore e le capre. Le tre illustrazioni implicano una sequenza nello sviluppo spirituale nella vita del cristiano o nella sua paralisi.

La parabola delle dieci vergini presenta la necessità di essere svegli e pronti, ad un matrimonio giudaico preso in esempio come il Regno dei cieli le cinque vergini avvedute all'arrivo dello sposo si fecero trovare sveglie e con l'olio nelle lampade, pronte per entrare. Nella parabola dei talenti, percepiamo che proprio come le vergini avvedute possedevano l'olio, i servi fedeli raddoppiarono i talenti che ricevettero, mentre il servo malvagio nascose ciò che aveva ricevuto. Paragonando i salvati con le pecore ed i persi con capre, Gesù dichiarò la natura di questi due gruppi: le pecore seguono il loro pastore (Giov 10: 4), le capre sono testarde e non accettano la cura di chi vuole guidarle. Sulla base di questa prospettiva, Gesù ha chiuso il suo discorso con una dichiarazione forte e inquietante.

La scena del giudizio finale è descritta da Lui come un resoconto, o si potrebbe anche dire, una prestazione di opere. In Apocalisse, Gesù dichiarò a Giovanni: "Ecco, io vengo presto e il mio premio è con me, per rendere ad ognuno secondo le opere che egli ha fatto" (Ap 22: 12). Ma di quali opere sta parlando? Dopotutto, non sono salvato per grazia? Non sono giustificato per fede? Sì, caro amico, cara amica. Ma la fede pura e genuina è intrinsecamente ed inevitabilmente operativa. Quando leggiamo Ebrei 11, negli eroi della fede, troviamo una cosa in comune nella loro vita: il risultato pratico della fede. Per fede Abele offrì un sacrificio gradito a Dio. Fu anche per fede che Noè costruì l'arca. Per fede Abramo lasciò la casa di suo padre e partì per una terra sconosciuta. Nessuno di loro è stato salvato da ciò che hanno fatto, ma da ciò che hanno permesso allo Spirito del Signore di realizzare in loro e attraverso di loro. Capisci?
Mossi dall'amore di Dio sopra ogni cosa, le opere di quegli uomini e donne di Dio erano una conseguenza della fede in Colui che cercavano di conoscere.

Le opere descritte da Gesù non fanno parte di un elenco obbligatorio al fine di servire come un passaporto per l'eternità, ma azioni naturali e strettamente legate al cuore dei giusti, che essi stessi si rendono conto di praticare. Non lo fanno per essere visti, ma perché, seguendo la voce del loro Pastore, non possono fare altrimenti. L'amore è stato scritto nei loro cuori.

La "mezzanotte" (v. 6) sta arrivando, e dopo non ci sarà tempo per prendere l'olio. Nello stesso modo in cui Noè e la sua famiglia sono entrati nell'arca e l’angelo del Signore chiuse la porta, verrà il tempo in cui la porta della grazia sarà chiusa (v. 10) e non ci saranno più opportunità per la salvezza.

Dobbiamo approfittare del nostro momento chiamato OGGI per gridare come Eliseo ha gridato: "Ti prego, fa' che una doppia porzione del tuo spirito venga su di me" (2Re 2: 9). Quando permettiamo allo Spirito Santo di agire liberamente in noi, la nostra vita sarà un profumo di vita per la vita, e presto sentiremo le parole che più vogliamo sentire: "Venite, benedetti del Padre mio; ricevete in eredità il regno che vi è stato preparato sin dalla fondazione del mondo” (v. 34).

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