27 mag 2018

Luca cap. 8

Un'altra parte cadde in un buon terreno: quando fu germogliato, produsse il cento per uno». Dicendo queste cose, esclamava: «Chi ha orecchi per udire oda!»
Luca 8:8
Accompagnato dai suoi discepoli, Gesù "se ne andava per città e villaggi, predicando e annunciando la buona notizia del regno di Dio." (v. 1). Il suo viaggio è stato anche accompagnato da "alcune donne" (v. 2) che, mosse da profonda gratitudine, "assistevano Gesù e i dodici con i loro beni." (v. 3). E "la gente di ogni città" (v. 4) andavano da Gesù per ascoltare la Sua saggezza e per essere guarite da Lui. Quando parlava in parabole, l'enfasi era data al regno di Dio, su come perderlo o per raggiungerlo.

Ad ogni suo discepolo, Gesù a dato "di conoscere i misteri del regno di Dio" (v. 10) e ciò che è difficile da comprendere, Lo rivela. E "sono coloro i quali, dopo aver udito la parola, la ritengono in un cuore onesto e buono, e portano frutto con perseveranza" (v. 15). È interessante notare che il verbo sentire è costantemente usato da Gesù. Nella spiegazione della parabola del seminatore, percepisci che tutti hanno ascoltato la parola, ma solo coloro che l'hanno ascoltata "con un cuore onesto e buono" (v. 15) hanno dato i loro frutti. Anche nella parabola della lampada, Gesù chiude dicendo: "Attenti dunque a come ascoltate" (v. 18). Cioè, fai attenzione a come stai ascoltando.

Nell'episodio successivo, Gesù non respinse la sua famiglia terrena, ma la ingrandì: "Mia madre e i miei fratelli sono quelli che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica" (v. 21). La prima azione, quindi, sarà sempre l’ascolto. Tuttavia, è la reazione a ciò che sentiamo che definisce a quale famiglia apparteniamo. Gesù fu molto chiaro nell'affermare chi appartiene alla Sua famiglia, non quelli che ascoltano solo, ma quelli che ascoltano e praticano la parola del Signore. E questo non vuol dire che la salvezza sia per l'opere, carissimi, ma per i frutti di una vita in comunione con il Padre. Se le nostre opere avessero qualche tipo di partecipazione alla salvezza, sicuramente Gesù avrebbe scelto gli scribi ed i farisei come suoi discepoli e non un gruppo così instabile.

Ma Lui ha dimostrato il suo amore per la razza caduta, calpestando il terreno annerito dal peccato e ha scelto di essere vicino a noi, uomini e donne,che agli occhi umani, sarebbero del tutto indegni di seguirlo. Ma colui che legge i cuori vede nell'anima più tormentata l'opportunità di trasformarlo nello strumento più bello. Questo è il motivo per cui Lui disse a quell'uomo libero dai demoni : "Torna a casa tua, e racconta le grandi cose che Dio ha fatte per te" (v. 39). E ascoltando la parola di Gesù "con un cuore onesto e buono" (v. 15), prontamente ubbidì, "Ed egli se ne andò per tutta la città, proclamando tutto quello che Gesù aveva fatto per lui" (v. 39).

Cosa ne abbiamo fatto della Parola di Dio? Qual è stata la nostra reazione a tutto ciò che abbiamo sentito finora? Siamo parte di una generazione così assorbita dai rumori di questo mondo, che fermarsi per sentire la voce di Dio è diventato monotono e praticamente impossibile. Ma Gesù ci invita ad ascoltare la sua voce e proprio mentre parlava e la figlia di Iairo udì e obbedì, vuole compiere un miracolo nelle nostre vite. E proprio in questo momento, Egli ci dice: "Alzati!" (v. 54). E chiunque ascolta la sua voce "con un cuore onesto e buono" si alza immediatamente e diventa una testimonianza indiscussa della sua potenza. Tutti coloro che sono restaurati da Gesù non possono nascondersi (v.47).

Anche se le tempeste ci colpiscono, fidiamoci di Lui la cui voce ha il potere di trasformarle in "bonaccia" (v. 24). La nostra preghiera sia: "O SIGNORE, insegnami la tua via; io camminerò nella tua verità; unisci il mio cuore al timor del tuo nome" (Sal 86:11).

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