28 mag 2018

Luca cap. 9

Ma quelli non lo ricevettero perché era diretto verso Gerusalemme.
Luca 9:53
La formazione dei discepoli per la missione che ha scosso il mondo non è stato un privilegio dato solo a loro, ma loro furono i pionieri della chiesa di Dio, loro stavano "evangelizzando e operando guarigioni dappertutto" (v. 6). La loro predicazione era basata su Gesù e le sue opere, alcuni si rallegravano e ad altri incuteva timore. Mentre Erode "cercava di vederlo" (v. 9), il Salvatore era sempre accessibile a tutti coloro che venivano a Lui per avere udienza o per essere guariti. Alimentò le moltitudini affamate con il pane del cielo e con il pane fisico, senza fare differenza tra le persone.

Tuttavia, Cristo ha chiarito che il discepolato non è per tutti. Tutti sono chiamati, ma non tutti sono disposti a dare la vita per amore di Cristo. La resa di sé richiede la fede attiva sia per salire sulla montagna con Gesù per "pregare" (v. 28), sia quando scendere con Lui pronti ad affrontare l'ira del nemico. Di tutte le prerogative di un discepolo di Gesù, io credo che la sottomissione sia la più importante con il fine di adempiere la missione secondo la volontà di Dio. Come un figlio obbediente al suo padre, Dio si aspetta che, come suoi figli, realizziamo quale "sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà" (Rm 12:2).

E diversamente dai pensieri dei discepoli, dobbiamo ricordare che Dio ha anche i suoi strumenti esterni. Questi possono anche non avere la piena conoscenza della verità, ma utilizzano quello che hanno al fine di liberare le persone dalle catene del nemico. A questi, nel tempo giusto, tutta la verità gli sarà rivelata a loro dallo Spirito Santo e avranno un ruolo chiave nella realizzazione profetica degli ultimi giorni. Questo lavoro è già in corso. Le loro vite, unite a coloro che hanno predicato tutta la verità saranno per il mondo una testimonianza di chi sta camminando "verso Gerusalemme" (v. 53).

Seguire Gesù non è facile. È semplice da capire ma difficile da praticare. Molti hanno dichiarato: "Io ti seguirò dovunque andrai" (v. 57). Ma davanti la prima privazione si comincia a declinare nella missione. Altri, pur consapevoli della sua chiamata, mettono altre priorità prima di andare e predicare "il regno di Dio" (v. 60). E altri ancora, accettano la chiamata di Dio, però non vogliono dire addio alla vecchia vita. Certo, Gesù ha chiarito che seguirlo è una questione di scelta e si tratta di vita o di morte di chi è chiamato.

Mentre molti quando lo vedevano correvano a Lui, altri lo rifiutavano. Una cosa era la stessa per entrambi i gruppi di persone: l'aspetto di Gesù (v. 53). Tutti sapevano dove stava andando. Quando la gente guarda noi, sanno dove stiamo andando? La risposta negativa alla nostra predicazione, non significa che non riusciamo a compiere la missione, ma che non tutti sono disposti a seguire lo stesso percorso. Un vero discepolo di Gesù non è colui che parla meglio, ma quello che sa dove va. Con la potenza dello Spirito Santo, cerchiamo di essere veri discepoli di Cristo.

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