poiché tutti vi hanno gettato del loro superfluo, ma lei, nella sua povertà, vi ha messo tutto ciò che possedeva, tutto quanto aveva per vivere». Marco 12:44Ad Israele fu data la missione di essere la rappresentante di Dio sulla terra. È stata scelta per essere una nazione i cui valori fossero alla base della Parola del Signore, causando l’ammirazione di altri popoli, al punto che dovettero dire: "«Questa grande nazione è il solo popolo savio e intelligente!»" (Dt 4: 6). Tuttavia, con ogni nuova generazione, i principi furono dimenticati e invece di essere una nazione modello, divenne la scena di guerre e dissensi.
La gente aveva perso la concentrazione. Hanno sollevato i loro "olocausti e i sacrifici" (v. 33) sopra la volontà del Signore. E considerandosi gli unici eredi del regno di Dio, insultarono e uccisero i profeti del Signore che contraddicevano le loro tradizioni. Erano così accecati dai loro stessi concetti che non hanno riconosciuto in Gesù l'adempimento delle profezie che aspettavano. Proprio come accadde alla maggior parte dei profeti, Cristo fu respinto, maltrattato e infine ucciso.
I capi dei giudei "capirono che egli aveva detto quella parabola per loro" (v.12). I loro cuori, tuttavia, non erano disposti a cedere a causa della loro arroganza ed orgoglio. Hanno perseguito la loro intenzione di arrestare e uccidere Colui che li ha invitati alla riflessione. Non disponibili per accettare le parole di Gesù, rimasero fedeli, non alla volontà di Dio, ma alle loro proprie vie.
L'offerta della povera vedova rappresenta bene ciò che Dio si aspetta dai suoi adoratori: totale abbandono e fiducia nella Sua provvidenza. In modo sorprendente e unico, tutti i profeti del Signore hanno fatto questa esperienza. A Geremia gli fu impedito di avere una famiglia. Ezechiele non potette piangere la morte di sua moglie. Daniele è stato gettato nella fossa dei leoni. Osea doveva sposare una donna che le era stata infedele. La disponibilità ad accettare la volontà di Dio e passare attraverso prove tremende non sarebbe stato possibile se, prima, non avessero dato il controllo della loro vita nelle mani dell'Onnipotente. Quando Dio dice: "Io sono il Dio d'Abraamo, il Dio d'Isacco e il Dio di Giacobbe" (v. 26) ci chiama a, prima di tutto, sentire a Lui: "Ascolta, Israele: Il Signore, nostro Dio, è l'unico Signore " (v. 29). E per ascoltarlo, dobbiamo stare in silenzio. Tacere il cuore per sentire il Consolatore parlare. Amare Dio ed amare il prossimo non è un'azione della nostra competenza, ma una reazione di un cuore governato dallo Spirito Santo. Per prima cosa, dobbiamo ascoltare e poi eseguire.
Come "di fronte alla cassa delle offerte Gesù guardava" (v. 41), oggi, dal santuario celeste, il Signore osserva tutto. Ma quanto è preziosa ai suoi occhi l'offerta di un cuore che si dona completamente, che non fa nulla per vanagloria, ma in risposta all'amore che l'ha salvato. Ora è il momento in cui dobbiamo ascoltare la voce di Dio e seguirla. Ora, ci chiama per ascoltarLo "con piacere." (v. 37). Possa ogni giorno della nostra vita essere un'offerta di tutto ciò che possediamo all'altare del Signore.
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