2 mag 2018

Marco cap. 5

Ed egli guardava attorno per vedere colei che aveva fatto questo.
Marco 5:32
In ogni luogo in cui il Salvatore ha messo i piedi, il suo scopo era sempre lo stesso: salvare le persone. Ed entrare "nel paese dei Geraseni" (v. 1) non fu diverso. "Appena Gesù fu smontato dalla barca, gli venne subito incontro dai sepolcri un uomo posseduto da uno spirito immondo" (v. 2). Un uomo che, in un atto di disperazione, "quando egli ebbe veduto Gesù da lungi, corse e l'adorò" (v. 6). Incatenato in una condizione che prima o poi lo avrebbe portato alla morte, vide la Vita. Il suo grido fu interrotto dall'aiuto che aveva cercato così a lungo. Coloro che lo tormentavano lo avevano zittito, ma non riuscirono a far tacere la supplica del suo cuore che gridava per la liberazione.

Gli allevatori geraseni considerarono questo evento come una grande perdita, annunciandola come una maledizione, invece per l'ex indemoniato, "sano" (v. 15), con il cuore colmo di gratitudine, andò annunciando come una grande benedizione. L'uomo che ha vissuto per così tanto tempo tra i morti non ha visto altra via che Colui che ha restaurato la sua dignità e la sua vita. Ma l'ordine dato a Lui comprendeva la missione speciale di essere un rappresentante di Gesù nella sua casa e tra coloro che non Lo accettavano. L'ordine di Cristo ai suoi seguaci rimane lo stesso: "Va’ a casa tua dai tuoi, e racconta loro le grandi cose che il Signore ti ha fatte, e come ha avuto pietà di te" (v. 19). E come quell'uomo, il Signore vuole che siamo testimoni di tutto ciò che Egli ha fatto per noi e della Sua tenera compassione per noi, specialmente nelle nostre case.

Ma c'è un secondo personaggio che andò incontro a Gesù con un appello insistente e quello che poi susseguì, rende uno dei più piccoli versi della Bibbia, uno dei più significativi: "Gesù andò con lui" (v. 24). Il compassionevole Redentore compatì ogni cuore spezzato, ogni supplicante afflitto, ogni peccatore pentito, ogni vacillante errante. Come la luce del sole, la sua vita irradiava luce nelle tenebre.

Tuttavia, in questo capitolo è stato registrato un terzo evento. Una donna che dopo dodici anni di tanta sofferenza ed umiliazione, dopo aver esaurito tutte le sue risorse e aver compreso di essere andata di male in peggio, vide in Gesù la sua unica speranza. Attraversò la grande folla, con grande difficoltà, quella donna aveva in mente un piano: "Se riesco a toccare almeno le sue vesti, sarò salva" (v. 28). E, "venne dietro" a Gesù "tra la folla e gli toccò la veste" (v. 27). Si noti che la Bibbia non dice che fu il potere della fede che la guarì, ma il potere che uscì da Gesù (v. 30). Quando confidiamo in Colui che ci ha salvati, l'inevitabile conseguenza è la salvezza.

Quando Iairo ebbe la tentazione di perdere la fede, attraverso quelle parole di scoraggiamento (v. 35), lui decise di fidarsi delle parole di Cristo: "«Non temere; soltanto continua ad aver fede!»" (v. 36), diventando un testimone oculare del miracolo della resurrezione di sua figlia.

Qual è la barriera che ti impedisce di andare incontro a Gesù? Oggi il Signore ci dice che né i demoni, né le moltitudini, né la morte, possono separarci dall'amore di Dio che è in Cristo Gesù.
Pertanto, non rinunciare di pregare al Signore, non pensare che il tuo problema non abbia soluzione, ma continua a pregare "con insistenza" (v. 23). Non permettere alle persone di impedirti di toccare la veste di Cristo. Ricorda che, nel mezzo di una grande moltitudine, gli occhi del Salvatore guardano "attorno" (v. 32) per trovare anche una singola anima. Gesù ora guardando alla terra si pone questa domanda: " Ma quando il Figlio dell'uomo verrà, troverà la fede sulla terra?" (Lc 18:8).
Desideriamo molto presto sentire dalla bocca del nostro Redentore: Figlio/a, "la tua fede ti ha salvata/o" (v. 34).

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