Io sono il pane della vita.C'è qualcosa di molto speciale in questa affermazione di Gesù. Dopo il miracolo della moltiplicazione dei pani e pesci, il suo ministero non è mai stato così acclamato dalla folla. Comprendendo il suo grande potere, le aspettative della gente non si svilupparono nel senso di riconoscere il Cristo delle Scritture, ma di fare di Lui il re che avrebbe sollevato una nazione priva di malattie e piena di pane. Conoscendo le loro intenzioni, Gesù "si ritirò di nuovo sul monte, tutto solo" (v. 15). La preghiera in privato era un'abitudine alla quale non si distoglieva.
Giovanni 6:48
Nel frattempo, i suoi discepoli stavano navigando "verso Capernaum" (v. 17), quando la barca era presa da forti venti. E quella situazione, che era già abbastanza terrificante, divenne ancora peggiore quando videro Gesù "camminare sul mare" (v. 19). Terrorizzati da quella visione e timorosi della possibilità di perire, una voce familiare calmò i loro cuori: "sono io, non temete!" (v. 20). Lo accolsero con gioia e "subito la barca toccò terra là dove erano diretti" (v. 21). Sebbene Giovanni non menziona l'esperienza di Pietro di camminare sull'acqua, fu certamente una delle esperienze più forti dell'apostolo e dei suoi compagni con il loro Maestro.
La folla era impaziente. Cominciò una ricerca sfrenata e non si arresero finché non incontrarono Colui che credevano essere un tipo di Mosè, un nuovo leader di Israele. Ma l'incontro che pensavano fosse la soluzione delle loro difficoltà materiali, divenne per loro una delusione. Perfino quelli che una volta dissero di seguirlo furono scioccati dall'affermazione di Gesù che disse: "Io sono il pane della vita" (v. 35). Gesù fu mandato dal Padre per soddisfare i nostri bisogni non solo fisici e materiali, ma soprattutto spirituali. Ed eccolo lì, offrendo a quel popolo il privilegio senza eguale, del cibo spirituale che si traduce in vita eterna. Ma Egli sapeva "fin dal principio chi erano quelli che non credevano, e chi era colui che lo avrebbe tradito" (v. 64).
Di tutta quella folla, oltre al numero di canestri rimasti della moltiplicazione, solo i dodici discepoli rimasero con Gesù. Eppure, anche tra i dodici, ce n'era uno che interiormente nutriva lo stesso sentimento delle folle e la falsa speranza che prima o poi Gesù si sarebbe rivelato come il re che li avrebbe liberati dal giogo romano. Sia Giuda e anche quella gente rappresentano un falso cristianesimo saldamente stabilito non in Cristo e nelle Sue parole, ma nella delicata roccia della volontà umana.
L'esperienza soprannaturale di Pietro mentre camminava sulle acque lo portò a dichiarare:
"Signore, da chi andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna; e noi abbiamo creduto e abbiamo conosciuto che tu sei il Santo di Dio" (v. 68-69). In altre parole, Pietro, ispirato dallo Spirito Santo, confermò ciò che Gesù disse in Giovanni 14: 6.
Vediamo:
"Signore, da chi andremo noi?", Gesù è la Via; "Tu hai parole", Gesù è la Verità; "di vita eterna", Gesù è la vita. Quando ci avviciniamo a Gesù in questo modo, è inevitabile credere e sapere che Egli è il Pane della vita, il Santo di Dio, il nostro Salvatore. Prova Gesù Cristo e credi che, se necessario, camminerà sulle acque dell'afflizione con te e sarà nella barca della tua vita fino a raggiungere la tua destinazione finale (v. 21): l'eternità con Lui.
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