Dio dunque, passando sopra i tempi dell'ignoranza, ora comanda agli uomini che tutti, in ogni luogo, si ravvedano (v. 30)Continuando il suo viaggio, era chiaro che Paolo era un pellegrino in una terra straniera. Il suo scopo nella vita era semplicemente quello di fare la volontà di Dio, anche di fronte alla morte. Cristo, e la crocifissione, era il tema principale della sua predicazione, portando "una gran folla di Greci pii, e non poche donne" a credere (v. 4). Minacciato dai giudei che "mossi da invidia ..., misero in subbuglio la città" (v. 5), Paolo e Sila dovettero lasciare Tessalonica, per andare a Berea, con l’aiuto di alcuni fratelli.
A Berea incontrarono uomini con sentimenti nobili che "perché ricevettero la Parola con ogni premura, esaminando ogni giorno le Scritture per vedere se le cose stavano così" (v. 11). I Bereani erano giudei sinceri che basavano la loro fede nella Parola di Dio. Se ciò che Paolo e Sila predicavano era vero, la Bibbia, solo lei, l’avrebbe rivelato. "Molti di loro, dunque, credettero" (v. 12). Ma la notizia di quella grande evangelizzazione giunse alle orecchie dei giudei di Tessalonica, che salirono a Berea "agitando e mettendo sottosopra la folla" (v. 13).
Separato dai suoi compagni di viaggio, ad Atene Paolo fu disgustato "nel vedere la città piena di idoli" (v. 16). E in quel luogo iniziò una vera maratona di predicazione sia nella sinagoga, sia nelle piazze. Alcuni filosofi greci parlarono con lui, suscitando la loro curiosità, e fu così che lo portarono al loro "centro congressi" di Atene, l'Areopago. Percepirono nei discorsi di Paolo che non era un uomo ignorante, ma che era ben istruito e che sapeva usare bene le parole. E davanti ad un pubblico che era l'élite dei religiosi e dei filosofi della città, l'apostolo dimostrò di conoscere anche la cultura locale.
Alcuni l’hanno deriso e pochi l’hanno creduto. Nonostante lo sforzo di Paolo, la grande idolatria degli abitanti di Atene era una triste condizione a cui erano profondamente radicati. Rendendosi conto che il suo discorso non servì a molto, "Paolo uscì di mezzo a loro" (v. 33). Dal testo di oggi possiamo tirar fuori tre gruppi di persone:
1. Alcuni non vogliono, in nessuna circostanza, ascoltare la verità;
2. Altri, con sincero interesse, cercano la verità nella Fonte di ispirazione divina e sono disposti a farsi guidare da essa;
3. E altri, anche interessati ad ascoltare la verità, ma, di fronte alle loro idee e tradizioni, preferiscono rimanere dove sono.
A quale gruppo di questi tu ed io apparteniamo oggi? Paolo ha rischiato la propria vita per amore di Gesù e della Sua Parola. Che le nostre vite siano guidate dalla Parola di Dio, che è "la spada dello Spirito" (Efesini 6: 17). E lascia che le parole di questa lode siano adempiute in noi: "Noi siamo tuoi, Signore ... Se viviamo o moriamo, noi siamo tuoi!"
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