27 lug 2018

Atti cap. 16

... Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato tu e la tua famiglia. (v. 31)
Una "buona testimonianza" (v. 2) parla più di molte parole, e la vita di Timoteo lo conferma. Sebbene fosse figlio di una madre giudea, suo padre era greco e non aveva osservato il patto della circoncisione. Paolo, sempre prudente, cercando di evitare, con il suo ministero, ogni lite tra i fratelli, presto fece circoncidere il giovane Timoteo. E, prendendolo con loro, andarono di chiesa in chiesa confermando "le decisioni degli apostoli e degli anziani che erano a Gerusalemme" (v. 4). "Le chiese dunque si fortificavano nella fede e crescevano ogni giorno di numero" (v. 5).

Con uno zelo più grande di quei giorni che passo a perseguitare i cristiani, Paolo viaggiò da una regione all'altra predicando la parola del Signore. Ma proprio come dalle autorità umane ricevette delle lettere che lo mandavano in certi luoghi, per mezzo dell'autorità divina era guidato. "lo Spirito Santo vietò" (v. 6) a Paolo e i suoi compagni di andare in Asia e questo ci fa pensare che le buone intenzioni non sono sempre in armonia con i propositi di Dio. La Bibbia non rivela come lo Spirito Santo abbia impedito loro di avanzare in quei luoghi, ma chiarisce che essi hanno riconosciuto e obbedito al comando dello "Spirito di Gesù" (v. 7). E la visione che Paolo aveva avuto li riportò sulla via stabilita da Dio.

Fu a Filippi, la principale città della Macedonia, che questi servi dell'Altissimo hanno conosciuto due famiglie speciali: la famiglia di Lidia e la famiglia del carceriere."il sabato" (v. 13), cercando "un luogo di preghiera" (v. 13) si sedettero in riva al fiume, dove iniziarono a predicare alle donne che si erano riunite lì. Una donna, in particolare "che temeva Dio", li ascoltò, così che " Il Signore le aprì il cuore, per renderla attenta alle cose dette da Paolo" (v. 14). "Dopo che fu battezzata con la sua famiglia" (v. 15), Lidia chiese loro di soggiornare nella sua casa e gli uomini di Dio non potettero rifiutare.

Ciò che seguì, tuttavia, fu una reazione da parte di Satana per quelle opere svolte in quei luoghi. La guarigione di quella giovane serva posseduta, portarono Paolo e Sila ad essere frustrati e rinchiusi in prigione. Avrebbero potuto sollevare grida di dolore e disperazione e parole di rivolta contro Dio. Ma invece di mettere in discussione il motivo di quella sofferenza, la reazione di quei missionari è stata impressionante, così che rinchiusi loro "pregando, cantavano inni a Dio; e i carcerati li ascoltavano" (v. 25). L'intera prigione si fermò per ascoltare quelle lodi, che fecero loro sentire una pace soprannaturale, quando un forte tremore aprì le porte e liberò le catene che li trattenevano.

Stordito da quello che era successo, il carceriere era pronto a togliersi la vita quando sentì una voce di speranza: "Non farti del male, perché siamo tutti qui" (v. 28). Nessun prigioniero era fuggito perché scoprirono, attraverso la testimonianza di Paolo e Sila, la vera libertà. Non erano le porte chiuse di una prigione, o le catene alle mani che li legavano, ma le catene del peccato che legavano i loro cuori. Quella situazione che il nemico ha usato per provocare un disonore, Dio l’ha trasformata in onore al nome di Gesù. L'uomo che una volta aveva tenuto una posizione di carnefice, "tutto tremante, si gettò ai piedi di Paolo e di Sila" (v. 29) come segno di pentimento. E la domanda che un giorno fu posta a Cristo dal giovane ricco fu esaudita: "che debbo fare per essere salvato?" (v. 30).

La fine di questa drammatica esperienza portò salvezza non solo al carceriere, ma a tutta la sua famiglia. E il risultato fu presto notato nelle sue azioni. Prendendosi cura di Paolo e Sila, "lavò le loro piaghe e subito fu battezzato lui con tutti i suoi. Poi li fece salire in casa sua, apparecchiò loro la tavola, e si rallegrava con tutta la sua famiglia" (v. 33-34). L'ingiustizia commessa contro di loro, tuttavia, causò in Paolo un sentimento di impunità. Non avrebbe permesso a Satana di offuscare la sua reputazione o di negare il nome del Signore che serviva. E audacemente, non scappo dalla prigione, fino a quando i suoi carnefici non l'hanno rilasciato, che "li pregarono di scusarli" (v. 39).

Una vita al servizio di Dio non garantisce l’essere liberi da problemi e sofferenze. Cristo stesso ci ha avvertito dicendoci che: "Nel mondo avrete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo" (Giovanni 16:33). E nelle battaglie di questa vita, quando accettiamo di essere guidati dallo Spirito Santo, Egli mette sul nostro cammino fratelli che ci "confortano" (v. 40) e che, usati da Dio, sono come ristoro in mezzo alla tempesta.

Satana ti ha frustato? Credi che Dio userà i Suoi strumenti per prendersi cura delle tue ferite.
Hai fame e sete di giustizia? Molto presto Dio ti renderà abbondante (Mt 5: 6).
Ti senti intrappolato dai vincoli del peccato? In Gesù c'è libertà!
Possa tu ed io perseverare nella preghiera e nella lode al nome del Signore e ciò che apparentemente era una maledizione, Dio lo trasformerà in una benedizione!

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