31 ott 2018

Prima Corinzi 15

Se abbiamo sperato in Cristo per questa vita soltanto, noi siamo i più miseri fra tutti gli uomini (v. 19)
Sebbene credessero nella risurrezione di Cristo, cominciarono a sorgere dubbi tra i cristiani di Corinto. La concezione greca era contraria alla dottrina biblica della risurrezione. Per i greci, l'idea della risurrezione del corpo materiale era inconcepibile. Ma gli stessi discepoli erano testimoni oculari del fatto che la risurrezione di Gesù avvenne in modo corporeo toccando le sue ferite e dandogli anche da mangiare (Luca 24: 39-43). Inoltre, dopo la morte di Cristo, la Bibbia riporta la risurrezione di "molti corpi dei santi, che dormivano" e di come "apparvero a molti" (Mt 27: 52-53).

Paolo aveva bisogno di demistificare questa domanda dalle menti dei Corinzi e ha cercato di renderla una semplice lezione da capire. Primo, ha chiarito che credere nella risurrezione di Gesù è la base della fede cristiana e la nostra unica speranza di remissione: "e se Cristo non è stato risuscitato, vana è la vostra fede; voi siete ancora nei vostri peccati" (v. 17). La risurrezione e l'ascensione di Cristo in forma corporale, come Colui che ha vinto la morte eterna, è la garanzia della vita eterna per coloro "che sono di Cristo, alla sua venuta" (v. 23). L'umile dichiarazione di Paolo, quando disse "io sono quello che sono; e la grazia sua verso di me non è stata vana" (v. 10), introduce a sua difesa che, nella predicazione della risurrezione dei morti, non stava parlando di una sua opinione, ma ispirato dallo Spirito di Dio.

Dobbiamo stare attenti alle teorie umane che finiscono per minare la nostra fede e abbattere le verità eterne della Scrittura. "Non v'ingannate: Le cattive compagnie corrompono i buoni costumi" (v. 33). Proprio mentre quella teoria stava scuotendo la chiesa di Corinto, molti falsi insegnamenti hanno contaminato la chiesa di Dio e ostacolato il suo avanzamento. Satana, in quanto grande studioso della mente umana, analizza ciascun gruppo di persone proiettando su di loro le filosofie che sono più adatte, in modo che siano completamente dominate da idee che bloccano l'esatta comprensione di "Così dice il Signore". Ecco perché Paolo ha iniziato questo capitolo con l'avvertimento essenziale: "Vi ricordo, fratelli, il vangelo che vi ho annunciato, che voi avete anche ricevuto, nel quale state anche saldi, mediante il quale siete salvati, purché lo riteniate quale ve l'ho annunciato; a meno che non abbiate creduto invano" (Vv. 1-2).

La vittoria di Cristo sulla morte ci ha concesso di condividere con Lui la ricompensa quando arriverà la fine. Distruggerà "l'ultimo nemico", che "sarà la morte" (v. 26), e infine sarà per sempre con il Signore. Ma "se Cristo non è stato resuscitato" (v. 14), "mangiamo e beviamo, perché domani morremo" (v. 32). Vedi la serietà del contesto? Chiunque crede nel Salvatore risorto, che ha pagato un alto prezzo per salvarci da questo mondo malvagio, desidera ardentemente il Giorno in cui sarà trasformato "in un batter d'occhio, al suono dell'ultima tromba" (v. 52). Perchè "bisogna che questo corruttibile rivesta incorruttibilità e che questo mortale rivesta immortalità." (v.53).

Il battesimo "per i morti" (v. 29), a cui Paolo si riferisce non avrebbe senso se il contesto fosse interpretato alla lettera, perché da nessuna parte nella Bibbia parla di battesimo per ottenere qualcosa. La salvezza è individuale e non trasferibile. Ma c'è coerenza quando l'idea è che coloro che accettano il Vangelo e si battezzano, prendono il posto di coloro che sono morti ma che si sono addormentati nella stessa speranza. Ora, se la risurrezione non fosse vera, perché battezzarsi e credere nello stesso vangelo dei morti che rimarranno morti? Capisci? L'unica morte alla quale non manca la resurrezione è la morte al peccato. Come Paolo, dobbiamo perseverare nello stesso scopo: "Ogni giorno sono esposto alla morte" (v. 31). Il vecchio, deve essere sepolto, per dare il posto alla nuova creatura in Cristo Gesù.

Dio sta chiamando un popolo sobrio e retto, che fugge dal peccato e che si preoccupa più del suo prossimo di se stesso, "perché alcuni non hanno ancora conoscenza di Dio; lo dico a vostra vergogna" (v. 34). "Perciò, miei fratelli carissimi, state saldi, incrollabili, sempre abbondanti nell'opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore" (v. 58).

Dio vi benedica, eredi della vita eterna!

Nessun commento: