5 dic 2018

Efesini 1

affinché il Dio del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione perché possiate conoscerlo pienamente (v. 17).
Come "un apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio" (v. 1), Paolo assunse la responsabilità di pastorizzare le chiese del Signore e lo fece diligentemente. Presente o assente, le sue parole echeggiavano nei cuori dei credenti attraverso le sue lettere e con fervente preghiera intercedeva per i suoi fratelli. Questo primo capitolo dell'Epistola di Paolo agli Efesini evidenzia la meravigliosa opera di redenzione che il Signore " che ci ha concessa nel suo amato Figlio" (v. 6). Scelti per "essere santi e irreprensibili davanti a Lui" (v. 4), questa lettera è anche intesa "per quanti il Signore, nostro Dio, ne chiamerà" (Atti 2:39).

Nel presentare Cristo come l'autore della nostra redenzione, la Rivelazione svela davanti ai nostri occhi il mistero della volontà di Dio per tutti coloro che lo invocano. "quando i tempi fossero compiuti" (v. 10), il Signore adempì la Sua promessa mandando Gesù nel mondo, per salvarci e "per essere a lode della sua gloria" (v. 12). Ma dopo la sua ascensione, non ci ha lasciato orfani. Infatti, dopo aver ascoltato e creduto nella "parola di verità, il vangelo della [nostra] salvezza", avendo "ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso" (v. 13), "fino alla piena redenzione" (v. 14).

Come agli efesini, Paolo ci esorta a sperare in Cristo (v. 12), rimanendo sempre grati ed attivi secondo la saggezza e la conoscenza che Dio ci offre liberamente. La conoscenza delle Scritture ci illumina "gli occhi del [nostro] cuore" (v. 18), per comprendere le verità contenute in esse. Ogni giorno, attraverso lo studio della Bibbia, permettiamo allo Spirito Santo di guarire la nostra cecità con gli occhi di Cristo (Ap 3: 18).

Renditi conto che l'idea di studiare un capitolo della Bibbia al giorno non è una novità.

Cristo stesso disse: "Voi investigate le Scritture, perché pensate d'aver per mezzo di esse vita eterna, ed esse sono quelle che rendono testimonianza di me" (Giovanni 5:39). Queste parole di Gesù furono rivolte in particolare ai capi religiosi che conoscevano la Legge, ma non la conoscevano per esperienza, poiché "l'amore quindi è l'adempimento della legge" (Romani 13:10). L'amore rivelato attraverso la persona di Cristo deve essere la forza trainante della nostra vita. Solo un'esperienza personale quotidiana con Lui attraverso l'esame della Scrittura e la preghiera può renderci suoi testimoni. Non si tratta semplicemente di conoscere le storie della Bibbia, ma di conoscere lo sfondo che ciascuna offre di avere una conoscenza pratica di Dio.

Carissimi, "Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia" (2 Timoteo 3:16). Dio vuole compiere la Sua opera perfetta in noi, e per questo abbiamo semplicemente bisogno di sottometterci al governo dello Spirito Santo, che ci riempirà di Cristo, Colui "che porta a compimento ogni cosa" (v. 23). Quando la grazia di Gesù è sufficiente nella vita e il cristiano trova la "perla di gran valore" (Mt 13:46). Non è una questione di opere, ma di arresa. Che la nostra fede e la nostra speranza siano sempre salde sul solido fondamento delle Sacre Scritture, poiché esse stesse testimoniano dell'Amato della nostra anima!

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