12 feb 2019

2 Timoteo 1

Custodisci il buon deposito per mezzo dello Spirito Santo che abita in noi (v.14).
Imprigionato e consapevole che sarebbe presto morto, Paolo era ansioso di vedere suo fratello e amico Timoteo. La sua amicizia e "fede sincera" (v.5) era una fonte di gioia per l’apostolo. Vivendo con Timoteo, si rese conto che la sua educazione era stata forgiata dai dettami della Scrittura. No, non era stato educato nelle scuole dei rabbini, ma nella scuola di casa, ai piedi di sua madre e sua nonna. Eunice e Loide sono il tipico esempio di sforzo e dedizione sotto il dominio dello Spirito Santo che questo mondo ha tanto bisogno. Con tante difficoltà, dovevano convivere col disprezzo del proprio popolo, l'oppressione dell'impero romano e l'oscurità morale che irrompevano in spettacoli disgustosi a cielo aperto. Tenere Timoteo libero da influenze negative e passioni di basso rilievo, richiedeva un'opera di carattere prioritario e sacro. Questo lavoro è culminato nell'approvazione di Dio e in grande benedizione per l'umanità.

In effetti, l'impazienza di Paolo di rivedere il suo allievo era evidente. Credo che l'apostolo abbia visto in Timoteo il successore della sua fede, e l'imposizione delle mani gli avrebbe conferito tale privilegio. La dedizione di Paolo nello scrivere tale guida a questo fratello speciale era solo un modo per rafforzarlo e incoraggiarlo a far rivivere "il dono di Dio" che era in lui. In uno spirito "di forza, d'amore e di autocontrollo" (v.7), il giovane Timoteo doveva seguire la sua "santa chiamata" (v.9), essere un esempio per gli altri. La sua giovane età non doveva essere una barriera, ma una forza da non sottovalutare. Il suo re-incontro con Paolo avrebbe sicuramente rianimato la sua fede e la ferma convinzione nel servire "il Salvatore nostro Cristo Gesù" (v.10).

È meraviglioso condividere la fede in Gesù e condividere esperienze spirituali con amici e fratelli che condividono la stessa "fede sincera" (v.5). Paolo era molto turbato da situazioni di persecuzione e minacce da parte di molti che, non accettando di vivere un cristianesimo come viveva lui, lo opprimevano. Ma aveva anche una grande gioia e gratitudine per il conforto che Dio gli aveva donato attraverso fratelli sinceri e onesti, che lo amavano sinceramente e si divertivano a godere della sua compagnia unica e ad ascoltare i suoi saggi ed ispirati insegnamenti. Senza dubbio Timoteo era uno di quei cari fratelli, la cui vita fu scelta da "Cristo Gesù fin dall’eternità" (v.9).

Le sofferenze e l'imprigionamento di Paolo non doveva essere causa di vergogna, ma di perseveranza e fiducia nel potere di Dio. Onesiforo ricevette anche il riconoscimento di suo fratello Paolo per il suo amore, che non fece nessuno sforzo girare per le prigioni di Roma finché non lo trovò e come "ad Efeso" (v.18) gli rese molti servizi. Tutti coloro che desiderano vivere un'autentica rinascita della vera pietà hanno sperimentato le amare delusioni di essere un bersaglio di critiche e persecuzioni. Infatti, Paolo affermò ulteriormente: "Del resto, tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati" (2 Timoteo 3:12). Proprio come la pietà di Cristo era considerata dai leader giudei come un terribile affronto, i fedeli servitori del Signore sono chiamati fanatici e disturbatori della pace.

Consolati dal Signore per il risveglio che è nella Sua Parola e per la compagnia di fratelli sinceri, conserviamo "il buon deposito per mezzo dello Spirito Santo che abita in noi" (v. 14). Dopo tutto, Gesù ci ha chiamato beati (Mt 5: 11-12). Di me stesso, non mi fido di nessuna opera che provenga dal mio cuore corrotto, ma "so in chi ho creduto, e sono convinto che egli ha il potere di custodire il mio deposito fino a quel giorno" (v.12). Alleluia! "Vieni, Signore Gesù!" (Apocalisse 22:20).

"[Ti] conceda il Signore di trovare misericordia presso di lui in quel giorno" (v. 18).

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