Sfòrzati di presentare te stesso davanti a Dio come un uomo approvato, un operaio che non abbia di che vergognarsi, che tagli rettamente la parola della verità. (2Timoteo 2:15)Come la prima, questa seconda lettera a Timoteo, è stata scritta da Paolo con l’intenzione di incoraggiare e dare le istituzioni finali al giovane pastore della chiesa di Efeso. Scritta durante la seconda prigionia in Roma sotto il governo dell’imperatore Nerone. Approssimativamente nel 66 o 67 d.C.
Paolo stava praticamente da solo nella prigione; soltanto Luca era con lui. Paolo scrisse questa lettera con lo scopo di “passare il testimone” alla nuova generazione di leader di chiesa. L’apostolo chiese ai suoi amici di portargli i suoi rotoli di pergamene, possibilmente le parti dell’Antico Testamento, i Vangeli ed altri manoscritti biblici.
In questa lettera è evidente il sentimento d’amore di Paolo per questo ministero che si sta approssimando alla fine. Paolo era un uomo con una fede profonda, un amore immortale, con una speranza constante, una convinzione tenace e una visione molto profonda. Lui fu ispirato dallo Spirito Santo per trasmetterci il messaggio di Dio.
Al leggere questa lettera sappi che stai leggendo le ultime memorie di questo grande uomo di Dio, le sue ultime parole a Timoteo e a tutti coloro che rivendicano di seguire Cristo. Rinnova il tuo voto di sostenere coraggiosamente la verità, di conoscere la Parola e di essere capacitato dallo Spirito Santo.
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