Ma voi siete una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa, un popolo che Dio si è acquistato, perché proclamiate le virtù di colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua luce meravigliosa (v.9)Prima di iniziare qualsiasi costruzione, viene eseguita una fase di pulizia. Il suolo deve essere preparato e libero da contaminazioni. Solo allora si possono fare le fondamenta che sosterranno l'intero edificio. Ecco come siamo. Quando siamo liberi "di ogni cattiveria, di ogni frode, dell'ipocrisia, delle invidie e di ogni maldicenza" (v.1), prepariamo il terreno del nostro cuore per essere costruiti in Cristo come un edificio spirituale, per un sacerdozio santo (v.5). Fu quando i discepoli risolvevano le loro divergenze e si univano in preghiera, che diventarono idonei a ricevere il potere dello Spirito Santo e ad essere testimoni di Gesù. Dove c'è contesa e invidia, diffamazione e cattivo sospetto, non c'è "crescita verso la salvezza" (v.2), né il potere dello Spirito.
Siamo chiamati, come "popolo di Dio" (v.10), per proclamare "le virtù" di Cristo (v.9). "Carissimi, io vi esorto, come stranieri e pellegrini, ad astenervi dalle carnali concupiscenze che danno l'assalto contro l'anima, avendo una buona condotta fra i pagani, affinché laddove sparlano di voi, chiamandovi malfattori, osservino le vostre opere buone e diano gloria a Dio nel giorno in cui li visiterà" (v.11-12). Il mondo ha bisogno di uomini e donne servi di Dio come Daniele, che, quando osservato dal nemico, non poteva essere accusato, "perché egli era fedele e non c'era in lui alcuna mancanza da potergli rimproverare" (Daniele 6: 4). "Perché questa è la volontà di Dio: che, facendo il bene, turiate la bocca all'ignoranza degli uomini stolti" (v.15). Perché "Chiunque è nato da Dio non persiste nel commettere peccato, perché il seme divino rimane in lui, e non può persistere nel peccare perché è nato da Dio" (1 Giovanni 3: 9).
Ecco un riassunto de "l’opera": "Onorate tutti. Amate i fratelli. Temete Dio. Onorate il re" (v. 17). La vita di Gesù fu una sinfonia perfetta, dove non c'era nemmeno una nota dissonante, poiché "Egli non commise peccato e nella sua bocca non si è trovato inganno" (v. 22). Nel suo incomparabile lavoro per il riscatto della razza caduta, "Oltraggiato, non rendeva gli oltraggi; soffrendo, non minacciava, ma si rimetteva a colui che giudica giustamente" (v.23). Siamo chiamati a seguire i Suoi passi (v.21) e, come Lui, a sopportare l'ingiustizia, a ripagare sempre il male con il bene. L'apostolo Paolo scrisse anche ai Romani: "Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene" (Rm 12:21).
Attraverso le ferite di Cristo siamo guariti (v.24). Per la morte più ingiusta sulla faccia della terra, ci è stata garantita la giustizia eterna, che ci porterà al cielo. Tenendo presente che sono stati i nostri peccati che hanno inchiodato il corpo di Gesù "sul legno della croce" (v.24), viviamo "come servi di Dio" (v.16), facendo il bene anche se siamo ricompensati con il male. Possano le nostre parole e azioni essere leggere alla gloria del Padre con il cuore fondato su Cristo Gesù.
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