Voi dunque pregate così:Continuando il discorso della montagna, dopo aver elencato i principi fondamentali che disciplinano la vita cristiana, espandendo i concetti e affermando il vero carattere del Padre, in questo capitolo Gesù presenta come obiettivo principale lo scopo della pratica del cristianesimo, cominciando da un avvertimento e finendo con un altro. La pubblicità fatta agli atti religiosi era notoriamente caricata di presunzione. C'è stata una certa disputa ecclesiastica sulla quantità e qualità delle opere realizzate. Essere in evidenza era il più alto obiettivo da raggiungere, giudicando ciò come una prova incontrovertibile della benedizione e dell'approvazione di Dio. Così Cristo sovverte questa idea distorta e dice che tutti coloro che fanno ciò che è giusto con la finalità per, usando un linguaggio contemporaneo, guadagnare più consensi, condivisioni e visualizzazioni, non avranno la ricompensa di Dio (v.1).
"Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome
Matteo 6:9
Nelle sue molte misericordie, Gesù inizia a insegnare la strada giusta per procedere con la giustizia. Ci insegna come aiutare le persone, come pregare, come digiunare e ci dà lezioni incredibili di abnegazione, coerenza e fiducia. Lui non spreca tante parole, semplicemente diceva: "Va e fa come ti dico". Ma Lui parlò e visse. La vita di Cristo fu un' interpretazione viva delle sue parole e con il suo esempio insegnava molto più di quanto il mondo avesse la capacità di imparare sui libri, (Giov 21:25). Nella sua semplicità, amore e altruismo, camminava con discrezione e profondo interesse per la salvezza. Le sue azioni non erano lodi per se stesso, ma in ogni cosa, ha cercato di puntare l'occhio umano al trono del Padre. Non aiutava al fine di essere visto, le sue preghiere sono state fatte in segreto con il Padre e digiunando. Esempio sublime!
Abbiamo bisogno di vivere questa comunione che Gesù aveva con il Padre. "Ma cercate prima il regno e la giustizia di Dio" (v. 33) non significa cercare di mostrare agli altri che noi apparteniamo a Lui, si, questo è lo stile la vita di tutti quelli che non hanno bisogno di dimostrarlo, perché semplicemente lo sono. Smettiamo di parlare. È tempo di vivere! Non dobbiamo essere come quel frutto andato a male che prima o poi qualcuno lo apre per poi buttarlo, " ... Se dunque la luce che è in te è tenebre, quanto grandi saranno le tenebre!" (v. 23).
Gesù indica la via alla vera felicità e scarta tutte le offerte che questo mondo presenta come soluzione ai nostri problemi. Mangiare, bere, vestire e accumulare ricchezza ha consumato l'attenzione di tutti e distolto gli occhi da ciò che conta davvero. La comunione con Dio è l'antidoto al veleno dell'angoscia e dell'avidità e ci protegge da noi stessi e dal pericolo di "servire due padroni" (v. 24). Per quanto noi siamo ansiosi, possiamo aggiungere anche un solo momento alla nostra vita? (v. 27). Possa Dio essere sufficiente nelle nostre vite e vivremo un'esperienza così straordinaria qui che solo l'eternità spiegherà.
Dov'è il tuo cuore? (v. 21). Decidi, da oggi, nel nome di Gesù, di deporlo ogni giorno davanti a Colui che è nel segreto, e "... il Padre tuo che vede nel segreto, ti darà la ricompensa" (v. 6). Possa la preghiera della preghiera del Signore non essere detta ma vissuta da noi!
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