22 mag 2018

Luca cap. 2

«Gloria a Dio nei luoghi altissimi, e pace in terra agli uomini ch'egli gradisce!»
Luca 2:14
La lode della "moltitudine dell'esercito celeste" (v. 13) fu l'unica volta in cui il Cielo si aprì per rivelare la sua santa melodia. Davanti ai semplici pastori, le voci più perfette cantavano la lode più sublime. Da quel momento, quegli uomini si resero conto che il mondo non sarebbe più stato lo stesso. Quell'evento avrebbe diviso il tempo di questo mondo prima e dopo Cristo. E dopo aver visto il Bambino, secondo la parola del messaggero celeste, non potevano tacere e "divulgarono quello che era stato loro detto di quel bambino" (v. 17). I loro volti erano così pieni di gioia e convinzione che "tutti quelli che li udirono si meravigliarono delle cose dette loro dai pastori" (v. 18).

La madre del Salvatore, tuttavia, "serbava in sé tutte queste cose, meditandole in cuor suo" (v. 19). Maria guardava il "bambino avvolto in fasce e coricato in una mangiatoia" (v. 12), non era solo un bambino fragile, ma "la redenzione di Gerusalemme" (v. 38) e la salvezza di "chiunque crede in lui" (Giov 3: 16). "Vi era in Gerusalemme un uomo di nome Simeone; quest'uomo era giusto e timorato di Dio, e aspettava la consolazione d'Israele; lo Spirito Santo era sopra di lui" (v. 25). Gli fu rivelato dallo Spirito che non sarebbe morto prima di contemplare il Messia promesso. Per molti anni, Simeone ha atteso la preziosa promessa. Ma alla fine il grande giorno era arrivato. I suoi viaggi verso il tempio erano sempre pieni di aspettative, ma quel giorno era diverso. Posso immaginare la gioia indescrivibile che mosse i suoi passi affrettati verso il luogo in cui avrebbe preso il Signore della gloria tra le sue braccia.

La grande differenza che fece quell'uomo riconoscere a la salvezza in quel Bambino, e non i sacerdoti che avrebbero officiato la cerimonia di presentare Gesù nel tempio, fu l'attività dello Spirito Santo nella sua vita. La Bibbia non lascia dubbi su questo nelle seguenti tre frasi:

1. "E lo Spirito Santo era su di lui" (v. 25);
2. "e gli era stato rivelato dallo Spirito Santo" (v. 26);
3. "Mosso dallo Spirito" (v. 27).

La presenza attiva dello Spirito Santo promuove il discernimento spirituale. Quello che era solo un'idea diventa concreto come toccare e vedere. Nella storia di Giobbe, per esempio, la Bibbia dice che era “uomo integro e retto; temeva Dio e fuggiva il male" (Giobbe 1: 1), ma fu stato solo dopo la sua esperienza di prove terribili che davanti alla manifestazione di Dio, dichiarò: "Il mio orecchio aveva sentito parlare di te ma ora l'occhio mio ti ha visto" (Giobbe 42: 5).

Com'è stato con Giobbe e con Simeone, lo Spirito Santo vuole rivelarci la salvezza che è in Cristo Gesù in modo palpabile e visibile. Vivendo negli ultimi giorni di questo mondo di peccato, c'è la possibilità che molti di noi non saranno morti "prima di aver visto il Cristo del Signore" (v. 26). Ma i nostri occhi contempleranno la sua salvezza se, qui, siamo pronti a riceverlo. Poiché come Simeone profetizzò della prima venuta di Gesù, "egli è posto a caduta e a rialzamento di molti" (v. 34), così sarà anche alla Sua seconda venuta. Molti lo riceveranno con la gioia di coloro che lo stanno aspettando, ma altri piangeranno, perché davanti a Lui "i pensieri di molti cuori" (v. 35), saranno svelati con le sue cattive intenzioni.

La vita di un altro personaggio citato in questo capitolo e la sua pratica costante, può servire d'esempio per noi. La profetessa Anna, che aveva atteso l'adempimento della profezia, riconobbe in quel Bambino anche la redenzione del suo popolo. La sua aspettativa per quel momento fu così grande che ella "Non si allontanava mai dal tempio e serviva Dio notte e giorno con digiuni e preghiere" (v. 37). Oh! quanto abbiamo bisogno di tale pratica! È giunto il momento di mettere in pratica Gioele 2: 12-13 perché possiamo diventare parte del popolo "che IL SIGNORE chiamerà" (Giole 2: 32). Abbiamo bisogno di sperimentare l'intimità con Dio attraverso la comunione quotidiana giorno e notte. Lo Spirito Santo intercede per noi "con sospiri ineffabili" (Romani 8:26).

C'era angoscia e disperazione profonda quando Giuseppe e Maria persero di vista Gesù. Ma quando "lo trovarono nel tempio" (v. 46), ebbero immediatamente sollievo. Che non perdiamo di vista il nostro Salvatore per un momento, e molto presto lo vedremo faccia a faccia.

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