19 ago 2018

Atti cap. 22

E ora, perché indugi? Àlzati, sii battezzato e lavato dei tuoi peccati, invocando il suo nome" (v. 16)
Come se stessero sospesi, la folla, quando sentirono che Paolo "parlava loro in lingua ebraica, fecero ancor più silenzio" (v. 2). Il suo discorso fu un riassunto della sua testimonianza. Come, fin dall'infanzia, era stato educato "nella rigida osservanza della legge dei padri" (v. 3) e in che modo l'incontro con Gesù gli cambiò la vita. Paolo dimostrò, prima di tutto, comprensione per coloro che agirono come lui stesso agisse prima, dicendo "sono stato zelante per la causa di Dio, proprio come voi tutti siete oggi" (v. 3).

La sua storia di vita comprendeva una rigorosa formazione religiosa che risultò errata. La luce che lo avvolse sulla strada di Damasco rivelò l'oscurità che lo guidava a perseguitare Chi pensava di servire. Gesù, che lo ha reso cieco in modo che finalmente potesse vedere. Furono tre giorni di una dura battaglia spirituale finché Anania non restaurò la sua vista. Il comando era chiaro: sii testimone di Gesù a tutti gli uomini. E ciò non bastò, Gesù stesso mostrò se stesso a Paolo e gli disse personalmente: "Va, perché io ti manderò lontano, tra i popoli" (v. 21).

E con la parola "popoli", il silenzio cessò, e gridarono, dicendo: "togli via dal mondo un uomo simile; perché non è degno di vivere" (v. 22). Con queste dichiarazioni senza fondamenta la folla andò in tumulto, e i soldati prendendo Paolo per arrestarlo, seppero della sua cittadinanza romana e subito lo lasciarono per paura. Si noti che era una cosa estremamente seria punire un cittadino romano senza un giusto processo. Ma quelli che si vantavano di far parte della nazione scelta da Dio non ci pensavano due volte ad uccidere i loro fratelli con le loro stesse mani usando i loro criteri ingiusti.

Negli ultimi tempi di questo mondo, emergeranno uomini dal mezzo del popolo di Dio che perseguiteranno i santi di Dio con la stessa rabbia e atrocità. "Ma lo Spirito dice esplicitamente che nei tempi futuri alcuni apostateranno dalla fede, dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demòni" (1 Timoteo 4: 1). Questi saranno i peggiori nemici del popolo di Dio, come è scritto: "Allora molti si svieranno, si tradiranno e si odieranno a vicenda" (Matteo 24: 10).

L'alibi della cittadinanza usato da Paolo non varrebbe nulla quando il mondo sarà agitato dall'ultima tempesta. Al contrario, nel dichiarare la nostra cittadinanza celeste risveglieremo l'ira di Satana che cercherà per l’ultima volta di toglierci la nostra fede. Quindi, carissimi, oggi, ora, è tempo di cercare il Signore mentre possiamo trovarlo e invocarlo mentre è ancora vicino. Quindi, perché rimandare? "E ora, perché indugi? Àlzati, sii battezzato e lavato dei tuoi peccati, invocando il suo nome" (v. 16). Non perdere altro tempo! Potrebbe essere la tua ultima possibilità!

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