Ma ti confesso questo, che adoro il Dio dei miei padri, secondo la Via che essi chiamano setta, credendo in tutte le cose che sono scritte nella legge e nei profeti (v. 14)Questo verso riassume sia la visione esteriore del movimento cristiano che la dottrina degli apostoli. Conosciuta come una "setta", il cristianesimo subì pesanti persecuzioni da parte dei giudei semplicemente perché credeva che in Gesù fosse adempiuta la tanto attesa profezia messianica. Considerato il "capo della setta dei Nazareni" (v. 5), Paolo fu costantemente accusato di tradimento e nominato uomo pericoloso e seminatore di discordia.
Davanti Felice, l'apostolo presentò una difesa indiscutibile, in modo che il governatore, non avendo nulla per accusarlo ed essendo "bene informato su questa Via" (v. 22), trattenette Paolo fino a che non avesse una migliore conoscenza del suo caso. L'adulazione di Tertullo e il carattere deciso di Paolo dimostrarono un contrasto chiaramente percettibile, soddisfacendo la promessa del Salvatore: "Quando vi condurranno per mettervi nelle loro mani, non preoccupatevi in anticipo di ciò che direte, ma dite quello che vi sarà dato in quell'ora; perché non siete voi che parlate, ma lo Spirito Santo." (Marco 13:11).
La "Via" era coerente con l'insegnamento e la pratica che non aveva nulla a che fare con la religione degli giudei. Entrambi i gruppi credevano nelle stesse Scritture, ma solo uno la viveva. Lo sforzo di Paolo di mantenere "una coscienza pura davanti a Dio e davanti agli uomini" (v. 16) non è stato presentando la salvezza tramite le opere, ma mediante la fede in Cristo, che, attraverso lo Spirito Santo, lo ha condotto a fare buone opere. Paolo, cercava misericordiosamente, di vivere le verità della Parola di Dio e che tutto ciò che aveva fatto a Gerusalemme era semplicemente osservare la legge con tutto il cuore.
Lo studio di questo episodio deve farci fare due domande:
1. La mia fede è basata "credendo in tutte le cose che sono scritte nella legge e nei profeti" ? (v. 14).
2. Provo "ad avere sempre una coscienza pura davanti a Dio e davanti agli uomini" ? (v. 16).
Poco importa a Dio se la nostra alleanza è chiamata setta o qualcosa di simile. Ma proprio come lo Spirito Santo è stato dato a Paolo e agli altri apostoli, la sua concessione ha una condizione: "Noi siamo testimoni di queste cose; e anche lo Spirito Santo, che Dio ha dato a quelli che gli ubbidiscono" (Atti 5: 32). Se obbedire alla Parola del Signore è considerata una setta, allora preferisco, come i discepoli di Gesù, "ubbidire a Dio anziché agli uomini" (Atti 5: 29). L'uomo che fu dotato da Dio con una saggezza senza precedenti, dopo un'accurata analisi della vita in questo mondo, arrivò alla seguente conclusione: "Temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché questo è il tutto per l'uomo" (Ecclesiaste 12: 15).
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