19 set 2018

Prima Corinzi 1

Poiché la predicazione della croce è pazzia per quelli che periscono, ma per noi, che veniamo salvati, è la potenza di Dio (v. 18)
Iniziamo oggi lo studio delle maggiori epistole di Paolo. Vedremo che la preoccupazione dell'apostolo era ragionevole, poiché c'era un maggior bisogno per questa chiesa ricevere avvertimenti e guida. Secondo i documenti storici, Corinto era una delle principali città della Grecia non solo per il suo potenziale nel commercio, ma anche per l'immoralità e l'idolatria. Era un centro di prostituzione e templi pagani. Ma lì c'era anche un gruppo di cristiani che rischiavano di contaminarsi con tali abominazioni.

I primi saluti di Paolo rivelano già ciò che ci si aspetta da coloro che professano di amare Dio: "ai santificati in Cristo Gesù, chiamati santi" (v. 2). Già dall'inizio lui mise ben chiaro il motivo quale la "chiesa di Dio" (v. 2) che era a Corinto fu chiamata ad essere santa. La santità non è altro che essere messi a parte per uno scopo specifico. Proposito che doveva stare ben fermo nella mente di ogni fratello di Corinto, affinché fossero "perfettamente uniti nel medesimo modo di pensare e di sentire" (v. 10).

Detto questo riguardo a questa amata Chiesa, lo Spirito Santo mosse il cuore di Paolo a dare una parola di esortazione. Ed il primo problema evidenziato in questione era una disputa partigiana tra i ministeri, in cui ognuno diceva: "Io sono di Paolo»; «io, di Apollo»; «io, di Cefa»; «io, di Cristo»" (v. 12). Ogni gruppo sosteneva solo chi favoriva e rinnegando chi non condivideva le loro convinzioni, causando divisioni e contese. La chiesa soffriva e qualcosa doveva essere fatto.

La prima questione di Paolo ai Corinzi già cambia ogni tentativo di dividere il corpo di Cristo: "Cristo è forse diviso?" (v. 13). Quando siamo posti nel posto giusto di meri strumenti, il risultato è una chiesa che capisce lo scopo per cui è stata chiamata. Israele era costituito da dodici tribù. Non una o due, ma dodici. Fu quando ci furono divergenze tra le tribù che ci fu la separazione del Regno del Nord e il Regno del Sud, una delle più grandi tragedie in mezzo al popolo di Dio. Questo non è mai stato e non sarà mai il piano del Signore per la sua chiesa. Ma quando l'uomo mette la propria saggezza sopra la sapienza divina, il risultato è sempre una folle tragedia.

Di fronte a una chiesa disunita, Paolo ha affrontato la sfida di riunirla con "la predicazione della croce" (v. 18). E anche se si tratta di ''pazzia per quelli che periscono" (v. 18), i salvati sono chiamati a predicare "Cristo crocifisso" (v. 23), predicando "Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio" (v. 24). Questo deve essere il messaggio che dal nostro cuore deve uscire dalle nostre bocche indipendentemente da chi siamo stati indottrinati o battezzati davanti a Dio, dobbiamo metterci nella stessa disposizione dei servi di Cristo, perché lo Spirito Santo non sceglie orgogliosi e superbi per prendere il comando nell'opera della salvezza, ma "Dio ha scelto le cose ignobili del mondo e le cose disprezzate, anzi le cose che non sono, per ridurre al niente le cose che sono, perché nessuno si vanti di fronte a Dio" (Vv. 28 e 29).

"Chi si vanta, si vanti nel Signore" (v. 31), affinché possa essere trovato irreprensibile "nel giorno del nostro Signore Gesù Cristo" (v. 8). A Lui sia dato l’onore e tutta la gloria ora e per sempre! Amen!

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