Poiché la predicazione della croce è pazzia per quelli che periscono, ma per noi, che veniamo salvati, è la potenza di Dio (v. 18)Iniziamo oggi lo studio delle maggiori epistole di Paolo. Vedremo che la preoccupazione dell'apostolo era ragionevole, poiché c'era un maggior bisogno per questa chiesa ricevere avvertimenti e guida. Secondo i documenti storici, Corinto era una delle principali città della Grecia non solo per il suo potenziale nel commercio, ma anche per l'immoralità e l'idolatria. Era un centro di prostituzione e templi pagani. Ma lì c'era anche un gruppo di cristiani che rischiavano di contaminarsi con tali abominazioni.
I primi saluti di Paolo rivelano già ciò che ci si aspetta da coloro che professano di amare Dio: "ai santificati in Cristo Gesù, chiamati santi" (v. 2). Già dall'inizio lui mise ben chiaro il motivo quale la "chiesa di Dio" (v. 2) che era a Corinto fu chiamata ad essere santa. La santità non è altro che essere messi a parte per uno scopo specifico. Proposito che doveva stare ben fermo nella mente di ogni fratello di Corinto, affinché fossero "perfettamente uniti nel medesimo modo di pensare e di sentire" (v. 10).
Detto questo riguardo a questa amata Chiesa, lo Spirito Santo mosse il cuore di Paolo a dare una parola di esortazione. Ed il primo problema evidenziato in questione era una disputa partigiana tra i ministeri, in cui ognuno diceva: "Io sono di Paolo»; «io, di Apollo»; «io, di Cefa»; «io, di Cristo»" (v. 12). Ogni gruppo sosteneva solo chi favoriva e rinnegando chi non condivideva le loro convinzioni, causando divisioni e contese. La chiesa soffriva e qualcosa doveva essere fatto.
La prima questione di Paolo ai Corinzi già cambia ogni tentativo di dividere il corpo di Cristo: "Cristo è forse diviso?" (v. 13). Quando siamo posti nel posto giusto di meri strumenti, il risultato è una chiesa che capisce lo scopo per cui è stata chiamata. Israele era costituito da dodici tribù. Non una o due, ma dodici. Fu quando ci furono divergenze tra le tribù che ci fu la separazione del Regno del Nord e il Regno del Sud, una delle più grandi tragedie in mezzo al popolo di Dio. Questo non è mai stato e non sarà mai il piano del Signore per la sua chiesa. Ma quando l'uomo mette la propria saggezza sopra la sapienza divina, il risultato è sempre una folle tragedia.
Di fronte a una chiesa disunita, Paolo ha affrontato la sfida di riunirla con "la predicazione della croce" (v. 18). E anche se si tratta di ''pazzia per quelli che periscono" (v. 18), i salvati sono chiamati a predicare "Cristo crocifisso" (v. 23), predicando "Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio" (v. 24). Questo deve essere il messaggio che dal nostro cuore deve uscire dalle nostre bocche indipendentemente da chi siamo stati indottrinati o battezzati davanti a Dio, dobbiamo metterci nella stessa disposizione dei servi di Cristo, perché lo Spirito Santo non sceglie orgogliosi e superbi per prendere il comando nell'opera della salvezza, ma "Dio ha scelto le cose ignobili del mondo e le cose disprezzate, anzi le cose che non sono, per ridurre al niente le cose che sono, perché nessuno si vanti di fronte a Dio" (Vv. 28 e 29).
"Chi si vanta, si vanti nel Signore" (v. 31), affinché possa essere trovato irreprensibile "nel giorno del nostro Signore Gesù Cristo" (v. 8). A Lui sia dato l’onore e tutta la gloria ora e per sempre! Amen!
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