21 set 2018

Prima Corinzi 2

A noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito, perché lo Spirito scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio. (v. 10)
Pur essendo conosciuto come dottore della legge e istruito nella scuola dei rabbini, nel parlare della sua predicazione, si classifica come una "testimonianza di Dio" (v. 1), "con debolezza, con timore e con gran tremore" (v. 3). Insomma, in un linguaggio contemporaneo, intendeva dire: "Io non sono niente, ma Cristo è tutto in me!". Nonostante il suo alto addestramento e il possesso di un vocabolario elaborato, Paolo cercò di rendere la sua predicazione più semplice possibile per farsi capire. Il suo scopo non era quello di guadagnare applausi o mettersi in risalto con il suo oratorio, ma di farsi capire in modo che chi lo ascoltava, poteva essere raggiunto "in dimostrazione di Spirito e di potenza" (v. 4) nella sua vita.

La differenza tra la saggezza umana e quella divina in questa epistola è considerata come poli che non si incontrano. Paolo si è messo nelle mani di Dio, come un Suo strumento, la saggezza mostrata veniva dall'alto. La crocifissione del "Signore della gloria" (v. 8) fu l'atto che meglio definì la fallibilità della saggezza umana, crocifiggendo Colui che si diceva che doveva venire. D'altra parte l'eternità e tutto ciò "che Dio ha preparate per coloro che lo amano" (v. 9), sarà che la cosa migliore da fare, per una santa benedizione, è di confidare nella saggezza divina? È solo attraverso il potere dello Spirito Santo possiamo che conoscere Dio e sperimentare la Sua volontà.

Le prime parole di questo capitolo non erano di svilimento, ma per coloro che godevano e sperimentavano il potere dello Spirito Santo ogni giorno, "adattando parole spirituali a cose spirituali" (v. 13). Lo Spirito Santo ci insegna a vivere secondo la verità rivelata dalle Scritture e ci assiste nel nostro arduo cammino quotidiano. "l'uomo naturale" (v. 14), o uno in cui lo Spirito Santo non dimora, non sarà mai in grado di comprendere le cose di Dio "perché esse sono pazzia per lui", (v. 14). Ma "l'uomo spirituale "," il Tempio dello Spirito Santo" (1 Cor 6:19), diventa un vaso d'onore nelle mani del Vasaio e "non è giudicato da nessuno" (v.15). La mente assume un nuovo stato d'animo e diventa flessibile per l'opera dello Spirito Santo. Dà luogo ad un trapianto miracoloso ed efficiente, che si concretizza con la "mente di Cristo" (v. 16).

Questo grande privilegio non ci è stato dato per sfoggiare i nostri prodigi, ma per essere capacitati ad essere "collaboratori in Cristo Gesù" (Romani 16: 3). Avere "la mente di Cristo" è mettere in evidenza "la testimonianza di Dio" (v. 1) attraverso una vita pienamente supportata dal Suo potere: per fede, lo Spirito Santo desidera rivelarci "Le cose che occhio non vide, e che orecchio non udì", (v. 9). Dio ci ha preparato una vita di eterna felicità e ci invita ad iniziarla qui, anche se a volte "afflitti" ma sempre "allegri" (2 Cor 6:10). Possa tu ed io essere dimora dello Spirito Santo ogni giorno, fino a quel grande Giorno!

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