21 set 2018

Prima Corinzi 3

Se uno guasta il tempio di Dio, Dio guasterà lui; poiché il tempio di Dio è santo; e questo tempio siete voi. (v. 17)
La questione dei dissidi in mezzo al suo popolo è così grave davanti a Dio che Paolo rimprovera i Corinzi con veemenza dichiarando l'incompatibilità della sua predicazione con la loro capacità di apprendimento. Quando ci sono "gelosie e contese" (v. 3) tra fratelli, si rivela l'immaturità spirituale che crea una specie di blocco al "cibo solido" (v. 2) della Parola di Dio. Paolo, parlando a quella chiesa, mostra quanto siamo ancora carnali e camminiamo come "uomini carnali" (v. 4), e non secondo scopi divini. Dobbiamo smettere di alzare la bandiera sbagliata e unirci in un solo stendardo: "IL SIGNORE È LA MIA BANDIERA" (Esodo 17:15).

Perché "colui che pianta e colui che annaffia non sono nulla: Dio fa crescere!" (v. 7). Se in quel tempo si parlava di superare la fase "bambini in Cristo" (v. 1), ancora oggi, dobbiamo lasciare le cose dei bambini, in modo da essere pronti a sopportare il "cibo solido" che ci darà la forza di essere vittoriosi in Cristo nel momento di angoscia che si avvicina. Il fondamento sul quale dobbiamo essere radicati è uno: "Gesù Cristo". La nostra parte è di costruire su questo fondamento come costruttori prudenti e vigilare come "un altro vi costruisce sopra" (v.10), perché "l'opera di ognuno sarà messa in luce; perché il giorno di Cristo la renderà visibile; poiché quel giorno apparirà come un fuoco; e il fuoco proverà quale sia l'opera di ciascuno" (v. 13).

Non so tu, ma io tremo davanti questa rivelazione. Quali sono le nostre reali intenzioni al servizio del Signore? Nota che né Paolo, né Apollo, né alcun apostolo hanno fatto nulla che potesse erigere altari per loro stessi. Erano zelanti e timorosi servitori di Dio che cercavano solo di rivelare la gloria del Padre. Non accettavano mai le lodi degli uomini, né alcun beneficio che potesse renderli degni. Ma furono le persone stesse a creare aspettative sbagliate riguardo al ministero del discepolato, ponendo i predicatori al di sopra del Signore che li governava. Il fatto che il fuoco dimostrerà le nostre opere e il Giorno di Dio li rivelerà dovrebbe causare in noi un esame approfondito del cuore. Quando entreremo nella fornace degli ultimi giorni, usciremo illesi, o il fuoco rivelerà che le nostre opere non erano altro che un combustibile per riscaldarlo?

Carissimi, "Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?" (v. 16). Quando noi affievoliamo le nostre menti con cose che non glorificano il nome del Signore, profaniamo il santuario di Dio. Quando accreditiamo qualcosa alla nostra saggezza, profaniamo il santuario di Dio. Quando rubiamo la gloria di Dio per noi stessi o per gli altri, contaminiamo il santuario di Dio. E così, a poco a poco, distruggiamo ciò che il Signore ha dichiarato essere sacro. Abbiamo scambiato la vera adorazione per un' idolatria mascherata. Scambiamo il piacere di essere nella casa del Signore con il merchandising di buoni cantanti o di buoni predicatori, che, del resto, sono uomini come noi. Per quanto tempo Dio dovrà sopportare la nostra inutilità?

Viviamo in tempi decisivi e sembra che restiamo testardamente all'asilo. Dio non ci ha chiamato per una competizione di talenti, ma per essere "di Cristo" (v. 23). È tempo per noi di essere con le nostre lampade che ardono luminose per vedere chiaramente nell'oscurità di questo mondo, perché "perché la sapienza di questo mondo è pazzia" (v.19). Possiamo usare ognuno dei doni che lo Spirito Santo ci ha dato per la gloria di Dio e possiamo essere tutti un cuore fondato su un fondamento: Cristo Gesù nostro Signore.

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