13 set 2018

Romani cap. 13

E questo dobbiamo fare, consci del momento cruciale: è ora ormai che vi svegliate dal sonno; perché adesso la salvezza ci è più vicina di quando credemmo.(v. 11)
L'esortazione di Paolo alle autorità fu un'aggiunta estremamente necessaria. In considerazione dello scenario politico in cui si trovavano, i giudei avevano un profondo senso di rivolta contro il governo romano. C'era una tensione sul regime delle leggi e delle tasse istituite dall'Impero. Tuttavia, affermando che "chi resiste all'autorità si oppone all'ordine di Dio;" (v. 2), l'apostolo tenne a freno le possibili ribellioni e i loro spiriti esaltati. Un buon servitore di Dio deve anche essere un buon cittadino, mostrando rispetto per i governanti e pagando "quel che gli è dovuto" (v. 7). Il limite della nostra obbedienza alle autorità terrene è in ciò che gli apostoli dissero: "Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini" (Atti 5: 29).

A sua volta, l'adempimento della legge di Dio deve governare la vita del cristiano. L'amore, ancora una volta, oltre ad essere presentato come fondamento della legge, è anche il suo adempimento. Se la fine della legge è Cristo, Lui è la fonte di ogni amore, la conclusione di Paolo ha perfettamente senso. Alla domanda sul più grande comandamento, Gesù rispose: "Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente…. Ama il tuo prossimo come te stesso" (Mt 22: 37;39). Gesù ha ribadito ciò che è scritto nell'Antico Testamento (Deuteronomio 6: 5 e Levitico 19: 18). In fine, quello che Paolo stava dicendo, non era qualcosa di nuovo, ma la conferma di ciò che era già scritto, che "l'amore quindi è l'adempimento della legge" (v. 10). E il fatto che Paolo citi alcuni dei dieci comandamenti ci dà un messaggio molto chiaro, non credi?

Continuando il suo pensiero, disse che i primi cristiani erano consapevoli di qualcosa in comune: "consci del momento cruciale" (v. 11). Questo "momento" che Paolo si riferisce viene dal greco "Kairos", che significa "momento giusto". Credendo che Gesù sarebbe tornato in quei tempi, l'apostolo esortò il popolo di Dio ad essere preparato, dando loro una guida sulla condotta dovuta di coloro che attendono la beata speranza: "Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno" (v. 13). E, elencando una serie di peccati, fa appello alla parola d'apertura della maggior parte dei comandamenti di Dio. In questo capitolo, Paolo, elenca tutto ciò che non si deve fare per ereditare la salvezza. Non bisogna mancare di rispetto alle autorità, e rendere "quel che gli è dovuto" (v. 7); non fare "nessun male al prossimo" (v.10); non avere comunione con "le opere delle tenebre" (v. 12); assumendo un comportamento "senza gozzoviglie e ubriachezze; senza immoralità e dissolutezza; senza contese e gelosie" (v. 13); e di non avere "cura della carne per soddisfarne i desideri" (v. 14).

Ma tra tante negazioni, sorge un ordine positivo: "ma rivestitevi del Signore Gesù Cristo" (v. 14). "Rivestitevi" significa vestirsi nuovamente. Questo ci da l’impressione che prima già eravamo vestiti, adesso nudi, e c’è bisogno di rivestirsi. Facciamo parte dell'ultima chiesa profetica, ed è ora più che mai, carissimi, è ora, che ci svegliamo dal sonno "perché adesso la salvezza ci è più vicina" (v. 11) di quanto pensiamo. Togli gli occhi da questo mondo malvagio e dal suo marciume. Guarda in alto e contempla l'Alto e Sublime! Clama per essere vestito con le vesti bianche di Cristo! Perché l'amore pratico è il risultato della manifestazione della veste di giustizia di Gesù Cristo in noi. Così come la nostra obbedienza alle autorità terrene dovrebbero essere "non soltanto per timore della punizione, ma anche per motivo di coscienza" (v. 5), allo stesso modo, la nostra obbedienza a La Legge di Dio non dovrebbe essere per paura del giudizio finale, ma per amore di Lui che ci ha già salvati.

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