13 set 2018

Romani cap. 14

Quindi ciascuno di noi renderà conto di se stesso a Dio. (v. 12)
In tutte le sue lettere Paolo indica Cristo come il nostro unico esempio di vita e la Sua giustizia come l'unico indumento che può coprire la nostra nudità. Riferendosi a chi è "debole nella fede" (v. 1), non sminuì una persona rispetto ad un altra, ma esaltò la grazia di Dio che è su coloro che lo invocano. Dobbiamo capire il testo alla luce del suo contesto. Attraverso il progresso del messaggio apostolico sorsero alcuni problemi tra i cristiani del primo secolo. Tra di loro, c’era chi si asteneva dalla carne sacrificata agli idoli (come studiato nel capitolo 15 del libro degli Atti) e il dubbio dei giudei convertiti era se continuare ad osservare quelle abitudini religiose, oppure no.

Il grande problema era la differenza di opinioni che indebolirono la fede di molti. Il mangiare carne o no, e osservare le festività giudaiche o meno, finì per essere una questione di fede, diventando una pietra d’inciampo. Paolo ci consiglia coerenza e amore l’uno per l'altro. Che prendiamo in considerazione i nostri atteggiamenti, in particolare davanti a coloro che sono tendenzialmente inclini allo scandalo . Molti hanno abbracciato la verità così assetati che hanno rinunciato a molte abitudini che non sono coerenti con la vita cristiana. Ma questi cambiamenti non possono mai essere uno strumento per screditare coloro che ancora praticano queste abitudini. Guardare come è vestito o giudicare cosa mangia un fratello, non è un buon esempio cristiano. Paolo non solo ha insegnato la strada giusta, ma ci ha camminato dentro.

L'obiettivo dell'astensione dalle vecchie abitudini è per l’adorazione e non per una dimostrazione. È la ricerca di una vita pura davanti a Dio, secondo il consiglio di Paolo stesso ai Filippesi (Fil 4: 8). Ammonire o correggere dovrebbe sempre avere lo scopo di salvare e non di allontanare. Dobbiamo stare molto attenti, perché non siamo estranei alla sindrome della superiorità. Ogni volta che pensiamo che siamo migliori rispetto agli altri, guardandoli con sguardi invasivi, facendo pettegolezzi o usando brutte parole, ci mettiamo al servizio dell'accusatore. "Smettiamo dunque di giudicarci gli uni gli altri" (v. 13), ma cerchiamo di essere strumenti dello Spirito Santo nell'opera di salvezza e di cercare "di conseguire le cose che contribuiscono alla pace e alla reciproca edificazione" (v. 19).

Non fare della tua buona causa oggetto di rimprovero (v. 16). L'autoesaltazione è peccato. "perché il regno di Dio non consiste in vivanda né in bevanda, ma è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo" (v. 17). Lascia che lo Spirito Santo continui a plasmare la tua vita e "la fede che hai, serbala per te stesso, davanti a Dio" (v. 22). "Poiché chi serve Cristo in questo, è gradito a Dio e approvato dagli uomini" (v. 18). Lascia che questo sia il nostro motto e principio di vita: "perché, se viviamo, viviamo per il Signore; e se moriamo, moriamo per il Signore" (v. 8).

Nessun commento: