Se viviamo dello Spirito, camminiamo anche guidati dallo Spirito (v. 25).La nota chiave di questo capitolo sembra presentare un nuovo discorso, quando, in effetti, Paolo presenta un secondo problema. Primo, i galati furono severamente messi in guardia dal legalismo. Poi, attraverso lo spirito critico che ha contaminato le chiese, è sorto un'altro problema: il liberalismo. Alcuni asserivano che se la legge non salva, allora si poteva essere di Gesù mentre si fa ciò che si vuole. Era questo tipo di pensiero che Paolo cercò di correggere dal verso tredici quando disse: "Perché, fratelli, voi siete stati chiamati a libertà; soltanto non fate della libertà un'occasione per vivere secondo la carne, ma per mezzo dell'amore servite gli uni agli altri".
"la fede che opera per mezzo dell'amore" (v. 6) promuove la trasformazione. Di solito sono cambiamenti impercettibili per coloro che li vivono, ma, di fronte agli altri, sono notoriamente percepiti. Gradualmente, lo Spirito Santo agisce in coloro che sono guidati da Lui, in modo che "le opere della carne" (v.19) scompaiano per dare luogo al "frutto dello Spirito" (v. 22). Notate che le opere della carne sono al plurale, mentre il frutto dello Spirito, al singolare. C'è una ragione per questo. Giacomo scrisse: "Chiunque infatti osserva tutta la legge, ma la trasgredisce in un punto solo, si rende colpevole su tutti i punti" (Giacomo 2:10). Cioè, dalla lista di Paolo di peccati, se si commette uno, è come se si commettessero tutti, e "chi fa tali cose non erediterà il regno di Dio" (v. 21). Ma l'opera dello Spirito Santo nella vita del convertito cristiano produce un singolo frutto le cui virtù si uniscono, essendo gradualmente perfezionate, come è scritto: "ma il sentiero dei giusti è come la luce che spunta e va sempre più risplendendo, finché sia giorno pieno" (Proverbi 4:18).
Prima di Dio, non ci sono argomenti per la disobbedienza, poiché l'obbedienza sta operando nella fede, "la fede che opera per mezzo dell’amore" (v. 6): l'amore a Dio e al prossimo (v. 14), proprio come l’apostolo Paolo che scelse di non fare la propria volontà (v.17), ma per amore di Dio e della Sua Parola, e per l'amore di coloro che erano nell'inganno, mise in pericolo la propria vita per predicare il Vangelo. Ogni volta che "vi mordete e divorate gli uni gli altri" (v. 15), "provocandoci e invidiandoci" (v. 26), si assumono atteggiamenti satanici.
Non saremo mai in grado di assomigliare a coloro che ci hanno preceduto, né raggiungeremo gli stessi privilegi che hanno avuto nell'eternità davanti a Dio se siamo legalisti o liberali. Ma "se viviamo dello Spirito, camminiamo anche guidati dallo Spirito" (v. 25). Se lo Spirito Santo abita in noi, possano le nostre parole e azioni essere la manifestazione di questo miracolo. Poi, quando siamo severamente messi alla prova e davanti a noi "vi sarà un tempo di angoscia, come non ce ne fu mai" (Dan 12: 1), la nostra fede sarà confermata, le nostre spalle rafforzate e il nostro cuore nella gioia, con certezza che stiamo tornando a casa.
Nessun commento:
Posta un commento