10 gen 2019

1 Tessalonicesi 5

Ma noi, che siamo del giorno, siamo sobri, avendo rivestito la corazza della fede e dell'amore e preso per elmo la speranza della salvezza (v.8).
In ogni capitolo di questa epistola, Paolo conclude sempre con l’evento della seconda venuta di Cristo. Senza dubbio, la chiesa di Tessalonica aveva dimostrato la sua fedeltà a Dio, quando, anche in mezzo alle prove dure, rimase ferma nella fede, nell'amore e sicuro sperando di vedere il ritorno del Salvatore. Paolo affermò che questo gruppo di "figli di luce" (v.5) fu informato "che il giorno del Signore verrà come viene un ladro nella notte" (v.2). Non come colui che tornerà per pochi, perché "ogni occhio lo vedrà" (Apocalisse 1: 7), ma come il Re dei re e Signore dei signori, che si manifesterà nella gloria quando coloro che sono nelle tenebre non se lo aspettano. "Ma [noi], fratelli, non [siamo] nelle tenebre, così che quel giorno abbia a sorprender[ci] come un ladro" (v.4). Sebbene non conosciamo né il giorno né l'ora, siamo esortati a vegliare (v. 6).

Non conosciamo il momento esatto del ritorno di Gesù, ma il Signore non ci ha lasciati nell'oscurità. Egli ci ha offerto abbastanza luce, in modo da "Non disprezza[re] le profezie" (v.20), perché queste saranno riconosciute nel tempo: "E questo dobbiamo fare, consci del momento cruciale: è ora ormai che vi svegliate dal sonno; perché adesso la salvezza ci è più vicina di quando credemmo" (Rm 13:11). Quando Gesù pronunciò il Suo sermone profetico, elencò una serie di segni che indicavano la fine dei tempi. Guerre, carestie, terremoti, mancanza d'amore, ma tutti questi erano segni che non presentavano nulla di nuovo. Ma quando leggiamo le parole di Paolo, ci rendiamo conto di quello che Cristo voleva dire: "Quando diranno: «Pace e sicurezza», allora una rovina improvvisa verrà loro addosso, come le doglie alla donna incinta; e non scamperanno" (v.3)

Come una donna si sente le contrazioni via via fino al momento del parto, i segni si stanno intensificando puntando al compimento della promessa finale di un Dio che non mente e che è "fedele" (v.24).

"Siate sempre gioiosi" (v.16), nella certezza che siamo guidati dallo Spirito di Dio in un luogo dove ci sarà solo gioia. "Vivete in pace tra di voi" (v.13), per cominciare a vivere qui l'atmosfera del cielo. "ammonire i disordinati, a confortare gli scoraggiati, a sostenere i deboli, a essere pazienti con tutti" (v.14), tenendo sempre presente il perdono e la misericordia che Dio offre ogni giorno. "Fedele è colui che [ci] chiama" (v.24) e non tarderà.

Carissimi, "Or il Dio della pace vi santifichi egli stesso completamente; e l'intero essere vostro, lo spirito, l'anima e il corpo, sia conservato irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo"(v. 23). "La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con voi" (v.28).

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