22 feb 2019

Tito 3

egli ci ha salvati non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia, mediante il bagno della rigenerazione e del rinnovamento dello Spirito Santo (v.5)
Molti furono gli sforzi di Paolo per guidare i suoi fratelli nella fede, specialmente a quelli che erano stati suoi collaboratori e amici fidati. Come suo imitatore e imitatore di Cristo, Tito doveva trasmettere le verità eterne con parole e azioni. Il rispetto per le autorità, l'obbedienza a Dio e "mostrando grande gentilezza verso tutti gli uomini" (v.2), tuttavia, non ci esime dalla nostra condizione peccaminosa e dipendenza dalla grazia di Dio. Piuttosto, diventano il risultato della grazia che accettiamo. Quando agiamo con misericordia rispetto agli errori degli altri, ricordando come Gesù ci ha presi e salvati, ci rendiamo conto che solo Lui ha il potere di trasformare cuori terribilmente corrotti in cuori secondo il Suo.

Diamo un'occhiata alla testimonianza di Davide. L'adulterio, omicidio e la menzogna hanno caratterizzato la sua vita passata, ma il Signore che ha letto nel suo cuore, dichiarò: "Io ho trovato Davide, figlio di Iesse, uomo secondo il mio cuore, che eseguirà ogni mio volere" (At 13,22). La bontà di Dio lo raggiunse mentre era ancora nell'errore, e la sua risposta positiva alle rivendicazioni divine portò alla " rigenerazione e del rinnovamento dello Spirito Santo" (v.5). Quando agiamo con sincera cortesia, anche con quelli che ci perseguitano, non è una dimostrazione della natura umana, ma della natura divina che opera nell'uomo rinnovato dallo Spirito Santo. Primo, il nostro cuore deve essere connesso con quello di Dio, così faremo la sua volontà, non per obbligo, ma per l'amore che lo Spirito riversa su di noi.

La "cura di dedicarsi a opere buone" (v.8), segue sempre, e non è mai il contrario, la ricerca di un cuore purificato. Coloro che giudicano le opere delle loro mani meritevoli di lode non fanno altro che alimentare l’opera di Satana, perché la gloria appartiene solo a Dio. "Ma quanto alle questioni stolte, alle genealogie, alle contese, e alle dispute intorno alla legge" (v.9) sono solo scuse per alimentare l'ego ferito di chi vuole sempre avere l'ultima parola. I discorsi di Cristo non mostravano desiderio di posizioni privilegiate, né per gli applausi umani, ma con umiltà di parole e simpatia nello sguardo, le sue opere rivelavano il cuore più puro. "Certa è quest'affermazione" (v.8), carissimi, e noi dobbiamo praticarla in modo da non essere visti (Mt 6: 1), ma per la gloria del Padre (Matteo 5:16).

Evitando "l'uomo settario" (v.10), colui che prende un partito o è parziale, ci libererà da seri problemi. Paolo non disse a Tito di condannare tale persona, ma di tenersi a distanza di sicurezza dall'impegnarsi in conflitti e scandali. Lo Spirito Santo vuole fare in noi il suo buon lavoro e completarlo nel grande giorno di Gesù, "affinché, giustificati dalla sua grazia, diventassimo, in speranza, eredi della vita eterna" (v.7). La nostra parte è di permettere la sua libera attività in noi, come cristiani avando "cura di dedicarsi a opere buone. Queste cose sono buone e utili agli uomini" (v.8).

"La grazia sia con tutti voi" (v.15).

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