Perciò bisogna che ci applichiamo ancora di più alle cose udite, per timore di essere trascinati lontano da esse (v. 1).Trascurare lo studio della Bibbia porta all'apatia e alla debolezza spirituale per superare le tentazioni che ci assalgono. La chiamata ad aderire più saldamente alle verità del Signore, tuttavia, implica non solo la conoscenza teorica delle Scritture, ma la conoscenza pratica. La distribuzione dei doni dello Spirito Santo e la loro manifestazione è la testimonianza di Dio sulla terra attraverso coloro che sono disposti a fare la Sua volontà. Implica l'abbandono della propria vita alla cura dello Spirito affinché la nostra mente possa essere rinnovata e noi non solo possiamo capire, ma conoscere "per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà" (Rm 12:2).
È attraverso questa esperienza che è quotidiano che ci viene data più luce e comprensione della Parola di Dio e noi veniamo a vivere sotto la grazia di un Dio che costantemente ci dà la prova indiscutibile della sua cura e amore per noi. Questa conoscenza pratica ci insegna a fare affidamento sempre di più nel Signore, ci fa crescere gradualmente nella grazia e saggezza, e ci motiva ad amare il prossimo nella debita proporzione richiesta dalla legge reale. Dio desidera che i Suoi figli Lo cercano con cuore contrito e umile, in modo che le nostre aspettative non siano soddisfatte, ma lo siano quelle divine, il cui fine è proficuo e la cui prospettiva è eterna.
L' "Autore della [nostra] salvezza" (v.10) sperimentò di vivere in questo mondo di peccato e sentire sulla sua pelle la nostra triste condizione. In tutto è stato tentato, ma in nulla ha peccato, diventando il nostro Sostituto provando "la morte per tutti" (v.9). E "colui che aveva il potere sulla morte, cioè il diavolo" (v.14), è stato vinto dalla morte di Cristo, che ci dona la speranza fedele della nostra redenzione eterna. Come "sommo sacerdote nelle cose che riguardano Dio" (v. 17), Egli desidera purificarci e santificarci secondo la nostra dedizione e ricerca personale della perfezione. L'esame diligente delle Scritture è un'arma potente conferita da Dio agli uomini per trovare rifugio sicuro contro le insidie del Maligno. Tra gli inganni dell'avversario.
Non credere nel Figlio non si sta solo negando la sua esistenza o la sua divinità, ma rimanendo nel peccato si scambia la misericordia divina in un consenso della volontà umana. Credere in Gesù Cristo si ha la fiducia che Egli "può venire in aiuto di quelli che sono tentati" (v.18). "Coronato di gloria e di onore" (v.9), Gesù ci dà il diritto di condividere la sua vittoria e le ricompense eterne che il Signore ci ha promesso. "come scamperemo noi se trascuriamo una così grande salvezza?" (v.3). "Perciò bisogna che ci applichiamo ancora di più alle cose udite, per timore di essere trascinati lontano da esse" (v. 1). Il nostro Sommo Sacerdote sta per chiudere la Sua opera nei nostri cuori e dichiarare davanti all'Universo: "Ecco me e i figli che Dio mi ha dati" (v.13, Is 8:18). Possa Lui incontrarci con le nostre lampade che bruciano vivacemente.
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