6 mar 2019

Ebrei 4

Infatti la parola di Dio è vivente ed efficace, piú affilata di qualunque spada a doppio taglio, e penetrante fino a dividere l'anima dallo spirito, le giunture dalle midolla; essa giudica i sentimenti e i pensieri del cuore. (v.12)
In ogni momento, l'autore ispirato ha usato le figure e racconti simbolici nella storia dell'antico Israele. Ogni capitolo di questo libro è la continuazione di quello precedente, si conclude con il più importante messaggio della Lettera agli Ebrei: "Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno" (Eb 13:8).

Il "riposo di Dio" (v.10) è la ricompensa che Egli dà all'uomo per le opere che Egli stesso compie e l'opportunità di esercitare la fede in Colui che ci sostiene. Adamo ed Eva quando erano nell'Eden godevano, in compagnia del loro Creatore, di ogni fiore che sbocciava, di ogni frutto maturo, e si resero conto che tutto ciò che accadeva non era per il frutto del loro lavoro, ma per mano del Sovrano della provvidenza. Le loro menti erano rivolte al Signore e Dio stesso camminava con loro nel Giardino e li istruiva con perfetta saggezza. Dopo la caduta, persero quel "riposo" con il Creatore, e la loro vita diventò faticosa e turbolenta.

Oggi Gesù dice: "Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo. Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre" (Mt 11:28-29). È Gesù che ci chiama a venire a Lui, a ricevere sollievo e conforto e ad imparare da Lui. Solo due di tutto il popolo d'Israele che lasciò l'Egitto poterono entrare in Canaan, perché si fidarono della buona mano del Signore, rimanendo obbedienti fino alla fine. E alla fine solo chi avrà perseverato nell'obbedienza entrerà nella Nuova Gerusalemme.

Oggi è il momento opportuno per accettare questo riposo. "Sforziamoci dunque di entrare in quel riposo, affinché nessuno cada seguendo lo stesso esempio di disubbidienza" (v.11). "Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con noi nelle nostre debolezze, poiché egli è stato tentato come noi in ogni cosa, senza commettere peccato" (v. 15). In Gesù noi possiamo trovare il vero riposo, perché solo in Lui vi è la vera pace.

Nelle nostre mani c'è la Parola di Dio, che è "vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a doppio taglio, e penetrante fino a dividere l'anima dallo spirito, le giunture dalle midolla; essa giudica i sentimenti e i pensieri del cuore" (v.12). "Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori" (v.7), "Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ottenere misericordia e trovare grazia ed essere soccorsi al momento opportuno" (v.16).

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