Soltanto desideriamo che ciascuno di voi dimostri sino alla fine il medesimo zelo per giungere alla pienezza della speranza (v.11).Come abbiamo visto, ogni capitolo di Ebrei non contiene un soggetto, ma segue la stessa linea di pensiero. Chiudendo il capitolo precedente con l'avvertimento sul letargo spirituale dei cristiani ebrei, questo capitolo viene inaugurato con un'esortazione a progredire nella fede. Ne "l'insegnamento elementare intorno a Cristo" (v.1), l'autore rafforza le basi della fede cristiana:
Il "ravvedimento dalle opere morte e della fede in Dio" (v.1), produce sincero pentimento sia dei peccati che del tentativo umano di esercitare la propria auto-giustizia;
"Fede in Dio": come lo stesso autore affermò in seguito: "Or senza fede è impossibile piacergli" (Ebrei 11: 6);
1. la "dottrina dei battesimi"; il fatto, più probabile, che la parola è al plurale è la conferma delle parole di Gesù a Nicodemo: "In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d'acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio."(Giovanni 3: 5); riferendosi, quindi, al battesimo in acqua e al battesimo dallo Spirito Santo;
2. "dell'imposizione delle mani"; è importante sapere che i simboli, come la stessa cerimonia battesimale, siano guidati da leader debitamente investiti per questo, come lo furono gli stessi apostoli;
3. Sulla "resurrezione dei morti"; Paolo scrisse: "Ma se non vi è risurrezione dei morti, neppure Cristo è stato risuscitato; e se Cristo non è stato risuscitato, vana dunque è la nostra predicazione e vana pure è la vostra fede" (1 Corinzi 15: 13-14). La risurrezione di Gesù è la nostra garanzia che anche la morte non può separarci dall'amore di Dio (Romani 8:38);
4. Sul "giudizio eterno"; possiamo trovare, nella Bibbia, più di una prova sufficiente che Dio deve operare il Suo giudizio finale. "Dio infatti non è ingiusto da dimenticare l'opera vostra e l'amore che avete dimostrato per il suo nome con i servizi che avete resi e che rendete tuttora ai santi" (v.10).
L'autore non ha detto che questi principi fondamentali devono essere dimenticati, ma che dovrebbero già essere ben radicati nella vita dei cristiani, al punto che non sono più motivo di discussione o dibattito. Ora un costruttore inizia sempre il lavoro dalle fondamenta, e su questa base inizia a erigere il resto della struttura. Come casa di Cristo, abbiamo bisogno di essere ben radicati nei principi della sua dottrina, in modo che, giorno dopo giorno, possiamo essere edificati dallo Spirito Santo e diventare la costruzione di Dio. La caduta spirituale a qui l'autore si riferisce non è circa la negazione del perdono divino, ma la mancanza di perseveranza nella vita di molti che, una volta assaggiato l'amore di Dio e la forza trasformatrice della sua Parola, ma che non continuano ad essere illuminati dallo Spirito Santo, cessando di ascoltare la Sua voce.
Il contatto quotidiano con "la buona parola di Dio" (v.5) ci santifica nella verità (Giovanni 17:17) e ci libera dal rimanere nel peccato (Sal 119: 9). Sebbene lo scopo dell'autore sia rimasto forte, l'obiettivo dell'autore rimane l'obiettivo dello Spirito Santo per ogni figlio di Dio: che "ciascuno di [noi] dimostri sino alla fine il medesimo zelo per giungere alla pienezza della speranza" (v.11). Che non possiamo diventare "indolenti, ma ...imitatori di quelli che per fede e pazienza ereditano le promesse" (v.12). Ancora una volta, la fede e la pazienza di Abramo sono ricordate dall'autore per sottolineare l'immutabilità del proposito di Dio e il fedele adempimento delle Sue promesse. Se crediamo che serviamo un Dio che non mente (v.18), possiamo stare tranquilli nella "speranza… come un'àncora dell'anima, sicura e ferma, che penetra oltre la cortina" (v.19).
Gesù, il nostro Sommo Sacerdote, "è entrato per noi" (v.20) nel Santo dei Santi in modo che possiamo avere accesso al Padre. Tramite Lui, e non più attraverso agenti umani o sacrifici animali, possiamo rivolgerci direttamente a Dio in cerca di perdono. Possa questa meravigliosa speranza motivarci e spingerci a perseverare fino alla fine. Pertanto "Non abbandonate la vostra franchezza che ha una grande ricompensa!" (Ebrei 10:35).
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