3 apr 2019

Giacomo 3

La saggezza che viene dall'alto, anzitutto è pura; poi pacifica, mite, conciliante, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale, senza ipocrisia. (v.17).
Questo è uno dei capitoli più difficili della Bibbia. Non nel senso della comprensione, ma della pratica. I peccati legati alla lingua possono raggiungere proporzioni maggiori dei peccati commessi dal corpo, o possono indurci a commetterli. Giacomo definisce "uomo perfetto" chiunque possa trattenere la sua lingua, perché così facendo è "capace di tenere a freno tutto il corpo" (v.2). Nell'illustrare una simile situazione con "il freno in bocca ai cavalli" (v.3), l'idea centrale è che abbiamo bisogno di un "freno", un qualcosa che ci mostra la strada e ci liberi dall'inciampo. Questo qualcosa di speciale è chiamato, Spirito Santo. Come è scritto, "Quando andrete a destra o quando andrete a sinistra, le tue orecchie udranno dietro a te una voce che dirà: «Questa è la via; camminate per essa!»" (Isaia 30:21).

D'altra parte, il confronto della lingua con il timone di una nave (v.4), indica che, anche se piccolo, se non è governato dal timoniere celeste, ma dal proprio "io", si possono avere delle tragiche conseguenze. Perché così come "un piccolo fuoco può incendiare una grande foresta" (v.5), "Anche la lingua è un fuoco, è il mondo dell'iniquità. ... contamina tutto il corpo" (v.6). E il peggio e che "nessun uomo la può domare; è un male continuo, è piena di veleno mortale" (v.8). L'uomo perfetto, quindi, a cui Giacomo si riferisce, non è colui che, per la sua forza di volontà, può frenare la sua lingua, ma colui che, per la potenza dello Spirito Santo, è abilitato a farlo; chi, conoscendo la propria natura decaduta, riconosce che dipende dall'aiuto dall'alto.

È completamente incoerente (per non dire detestabile) davanti a Dio, le labbra che Lo lodano e allo stesso tempo maledicono coloro che Egli ha creato a sua somiglianza (v.9). Su questi, Gesù disse: "Questo popolo mi onora con le labbra, ma il loro cuore è lontano da me." (Mt 15: 8). "Fratelli miei, non dev'essere così" (v.10). Abbiamo bisogno di gridare al Signore ogni giorno in modo che dalle nostre bocche possano uscire solo benedizioni. Perché lo Spirito Santo regoli le nostre intenzioni, parole e azioni. Gesù fu molto chiaro nel dire: "poiché in base alle tue parole sarai giustificato, e in base alle tue parole sarai condannato" (Mt 12:37). O una cosa o l'altra, carissimi. Non c'è via di mezzo. Dalla sorgente che scaturisce l'acqua salata non è possibile erogare acqua fresca, e viceversa (v.12).

"Infatti dove c'è invidia e contesa, c'è disordine e ogni cattiva azione" (v.16). Chi si lascia governare da tali sentimenti non passerà mai nel setaccio del Cielo con coloro che amano Dio e cercano di vivere in modo divino. Consentendo alla natura "terrena, animale e demoniaca" di indurire il cuore, la voce dello Spirito Santo si perde in efficacia e viene commesso l’imperdonabile peccato (Mt 12:31) dell'esistenza umana (v. 6). Facciamo che non sia così per noi, carissimi! "La saggezza che viene dall'alto, anzitutto è pura; poi pacifica, mite, conciliante, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale, senza ipocrisia" (v.17). Lasciamoci guidare dunque per il potere di Dio, promotore di pace!

"Chi fra voi è saggio e intelligente? Mostri con la buona condotta le sue opere compiute con mansuetudine e saggezza" (v.13).

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