Il primo «guai» è passato; ecco, vengono ancora due «guai» dopo queste cose (v.12)Al suono della quinta tromba, Giovanni vide "un astro che era caduto dal cielo sulla terra" (v.1). Non si sa se questo "astro caduto" sia Satana. Probabilmente trattasi si un angelo buono perché "a lui fu data la chiave del pozzo dell'abisso", (v.1), che di solito è nelle mani di Cristo (Ap 1:18). La chiave fu trasferita temporaneamente a questo essere celestiale (Ap 20:1). Tuttavia, non importa chi sia questo, ma sappiamo che è sotto l’autorità di Dio. Il "pozzo dell’abisso" (v.1), rappresenta il luogo dei demoni ed "il loro re" (11).
Il profeta Gioele scrisse sulla piaga delle "cavallette" (v.3), come un presagio del giorno del Signore, ossia del giudizio finale, (Gioele 2:1-10). Nell'Antico Testamento le cavallette simbolizzano distruzione, qui simbolizza un’invasione di demoni. il nome ebraico "Abaddon e in greco Apollion" (v. 11), significa "distruttore" che è riferito a Satana.
"Poi il sesto angelo suonò la tromba e udii una voce dai quattro corni dell'altare d'oro che era davanti a Dio" (v.13), i quattro corni sono riferiti all'altare del Tabernacolo (Es 27:2). Una voce ordina di sciogliere i "quattro angeli che sono legati" (v.14), e la parola angelo si riferisce agli angeli caduti o demoni. Questi quattro demoni non identificati saranno estremamente crudeli e distruttivi, ma si noti che non hanno potere di liberarsi per fare quest’opera maligna sulla terra, la loro liberazione sarà permessa solo da Dio, saranno liberi in un momento specifico per fare appena quello che gli sarà permesso di fare dal potere divino. "La terza parte degli uomini" (v.15), sarà sacrificata, più della metà delle persone nel mondo moriranno per il grande giudizio di Dio. e molte altre potevano essere eliminate se Dio non metteva limite a questa distruzione. Ci sono persone che hanno un cuore talmente duro che nemmeno le peggiori piaghe serviranno a portarle a Dio, a causa della loro immoralità peccaminosa non si ravvedono "dalle opere delle loro mani" non cessando di adorare "i demòni e gli idoli d'oro, d'argento, di bronzo, di pietra e di legno, che non possono né vedere, né udire, né camminare", senza ravvedersi "neppure dai loro omicidi, né dalle loro magie, né dalla loro fornicazione, né dai loro furti" (Vv.20-21).
Viviamo in un tempo opportuno come non è stato mai. La pazienza di Dio si estende in questi ultimi giorni, come mai prima d'ora, come una delle più grandi dichiarazioni dell'amore di Dio per l'umanità. Possa il Signore non incontrarci con un cuore indurito, ma con un cuore umile e puro in perfetta sintonia con la Sua opera:
"Io darò loro un medesimo cuore, metterò dentro di loro un nuovo spirito, toglierò dal loro corpo il cuore di pietra, e metterò in loro un cuore di carne, perché camminino secondo le mie prescrizioni e osservino le mie leggi e le mettano in pratica; essi saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio" (Ez 11: 19-20).
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